Pubblicato da jeannemodi

Tutti i giorni arrivi da me con la pelle fresca di sapone e lo sguardo che m’attraversa e mi preparo all’incanto. Senza abbassare lo sguardo infili la camicetta. Ecco il primo bottone che ti cattura il collo mentre la seconda e la terza asola si riempiono dei tuoi seni per poi scendere a fasciare il ventre liscio. Con gesto attento a non perdere l’equilibrio infili un piede e poi l’altro nella gonna, le braccia dietro il corpo seguono lo scorrere musicale della cerniera che sale, ma torni a tormentarmi sui fianchi per levare le singole pieghe. Infili i tacchi alti, eleganti. Con due colpi di spazzola districhi i piccoli nodi della chioma che smossa, ricade morbida sulle tue spalle.

Stento a sopravvivere quando in fine mi sfiori pericolosamente nel tuo gesto sensuale di darti il rossetto. M’avvicino trepidante a ricevere l’agoniato bacio, ma ti volti rapida, dissolvendo bruscamente il mio desiderio lasciandomi come ogni giorno in una lunga attesa.

Al tuo ritorno quella sera non ero più ad aspettarti e mi guardavi perplessa cercando di capire lo strano sortilegio della tua immagine assente.

Tu oramai giacevi d’amore tra la mie braccia in eterno mia, mio riflesso rubato.

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