Blog di Marisa

Per raggiungere il rifugio Sassopiatto bisogna prima arrivare a Compatch, con la cabinovia, poi prendere la navetta, poi la seggiovia e comunque ci rimane un bel pezzo da fare a piedi. Idem per il ritorno: siamo in tanti ad aspettare l’autobus che ci riporterà indietro. Una famigliola composta da marito, moglie, bambina e cane si accalca per salire, ma l’autista li ferma: il cane non può salire se non ha la museruola.

«La museruola? Ma se è un cane buonissimo! È un labrador!»

«Regola è kvesta», dice l’autista altoatesino, «se non ha museruola cane non sale.»

«Ecco, guardi: ecco la museruola.»

Il proprietario del cane gli ha messo un elastico intorno al muso, ma l’autista non è mica fesso: «Non è museruola, kvesta!»

Il padrone del cane ci riprova con una mascherina chirurgica, mentre sua moglie comincia ad alterarsi, perché la bambina è stanca e l’autista deve farli salire. La discussione dura a lungo, diventa un alterco, l’autobus è sequestrato: nessuno parte se non si risolve questo problema. Il padrone del cane e sua moglie si sono incazzati di brutto e pretendono che un barboncino, ammesso grazie alla sua piccola taglia, venga fatto scendere.

«Faccia scendere il barboncino! Faccia scendere tutti quelli che non hanno la mascherina!»

«Regole sono regole» risponde tetragono l’autista. Finalmente l’uomo si arrende: fa salire la moglie con la bambina e si accinge a fare il tragitto a piedi. L’autobus può partire, con un affollamento pari almeno al 400% della capienza, tutti mascherati, vaccinati, non vaccinati, positivi asintomatici: a mezzo centimetro l’uno dall’altro, alla faccia del distanziamento.

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