➢ Wallis e il suo principe azzurro (8)


Cannes, 11 dicembre 1936

Wallis e David erano sempre insieme, anche nei viaggi di stato, sebbene la mia Signora, anche recentemente, abbia espresso grandi rimpianti per la sua precedente vita tranquilla, in un ambiente sereno insieme al suo Ernest. Ma il Re, quando veniva a sapere di questa nostalgia, minacciava, come ha fatto ancora una volta poco tempo fa, il suicidio.
Povera donna, oramai si sente intrappolata in una situazione a cui non sa più come sottrarsi!
Per fortuna David ha il buon senso di alternare le minacce a doni preziosi, e così lei trova un po’ di sollievo.
Nondimeno lei ha continuato a cercare di convincerlo che la loro situazione è disperata e non ha sbocchi se non nella catastrofe. L’ho sentita implorarlo di non comportarsi come Peter Pan, il bambino che non voleva diventare adulto. Un bambino per cui la corona non può che essere un fardello intollerabile.

La settimana scorsa, la stampa, che fino a quel momento aveva finto di ignorare la relazione, ha parlato della loro storia, Allora siamo venute qui, nel sud della Francia, lontane da quell’atmosfera che stava diventando minacciosa.
Peccato che sia lontano anche il signor Trundle, quel giovanotto di bell’aspetto che a volte veniva di nascosto a trovarla, così affascinante da meritarsi costosi regali. Fortunatamente qui c’è Herman Rogers, presso cui abitiamo, che la intrattiene molto amabilmente.

La mia Padrona si sente al sicuro qui a Villa Lou Viei, vicino a Cannes, l’imponente residenza della sua amica Katherine Rogers e del marito Herman, un uomo molto attraente, dal portamento atletico e dai modo garbati.

L’opinione pubblica in Inghilterra è divisa e serpeggia anche la voce di una possibile abdicazione.
Wallis ha supplicato Edward di non prendere quella decisione perché a lei va bene così, non moglie ma semplicemente amante.
Ha persino rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui manifesta la sua disponibilità a rinunciare al re, essendo la situazione diventata insostenibile.
Ma non so se la rinuncia di Wallis al suo Paese delle Meraviglie sia servita a qualcosa.

Ora la vedo ascoltare nervosamente la radio. Anche se sono abituata a vederla costantemente in movimento, ora sembra in preda a un parossismo incontrollabile. Non riesce a star ferma neppure un istante: si siede sul divano, si alza, fa cadere i cuscini, torce il fazzoletto ricamato. Il rossetto ora avrebbe bisogno di un ritocchino e le onde nei suoi capelli una sistemata. Io non so come aiutarla, ma mi fa male vederla così tormentata. Sembra in preda a demoni che non riesce a tenere a bada. Eppure era così abile nel tenere tutto sotto controllo, persino le minuzie! Dov’è la Wallis che pretende che le lenzuola siano cambiate due volte al giorno? Quella che esige di toccare solo banconote nuove (e che non sa quante volte mi capitava di stirargliele)? Quella i cui ospiti, per non scompigliare i cuscini, avevano quasi timore a sedersi?
Ora ce ne sono alcuni gettati sul pavimento e io non oso raccoglierli.

Ecco, una voce sta annunciando qualcosa. E’ la voce di David. Chissà se ricorda le suppliche della Signora, quando l’ho sentita dirgli:
“ Qualsiasi cosa tu faccia non abdicare! È il tuo dovere, è il tuo destino”.
Spero che non voglia usare la mia Signora per levarsi dalla testa una corona che mi dà l’impressione di sentire troppo pesante.

Colgo un mozzicone di frase, poche cose: “la donna che amo” e sento Wallis pronunciare parole sconnesse con la voce più acuta del solito.
Mi sembra di distinguerne una: “cretino” e ripenso a quando mi diceva che non voleva essere considerata una specie di dama nera, la donna malvagia che porta la nazione alla catastrofe.

Poi la vedo accasciarsi sul divano in preda ai singhiozzi. Allora capisco che Peter Pan è riuscito ancora una volta a metterla in trappola!

[9. Fine]

Immagine: http://www.bbc.com/historyofthebbc/anniversaries/december/edward-viii-abdication-speech

Una risposta a “Wallis e il suo principe azzurro (9) by Luisa Zambrotta (ultimo capitolo)”

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