Quando il papato proibì anche seconda edizione de “I modi” e fece distruggere tutte le copie che riuscivano a trovare, Pietro Aretino andò a Venezia, dove trascorse il resto della sua vita, mentre Raimondi, l’incisore, riuscì a sottrarsi a una seconda carcerazione, ma fu finanziariamente rovinato.
Fu quella versione che divenne un bestseller europeo: Ben Jonson ne fece menzione più di una volta nelle sue opere e Romano è anche l’unico artista rinascimentale nominato da Shakespeare in “The Winter’s Tale/Il racconto d’inverno“, dove durante una scena si parla di “quel raro Maestro italiano, Giulio Romano”.
A seguito di una severa campagna di censura da parte delle autorità pontificie, le incisioni andarono perdute, ma la loro eccezionale popolarità è attestata dal proliferare di immagini erotiche ad esse ispirate in gemme incise, disegni, bronzi e decorazioni su maiolica istoriata.
I sonetti di Pietro Aretino continuarono a circolare segretamente e in Inghilterra divennero noti come ‘Posture di Aretino’, nella convinzione che Aretino fosse anche l’autore delle immagini.
Ad esempio l’Atto 1 di “Sodoma, o la Quintessenza della dissolutezza”, uno scabroso closet drama (cioè un testo teatrale non destinato a essere messo in scena, ma letto da un lettore solitario o talvolta ad alta voce in un piccolo gruppo) pubblicato nel 1684. è ambientato in “un’anticamera in cui sono appese le posture di Aretino”.
Il poeta Samuel Sheppard scrisse un epigramma “Modest, Martha” (1651) descrivendo la moglie di un amico che si finge innocente, ma legge in privato “le opere sconce di Aretino”:
Quando a tuo marito mi rivolgo,
A volte scherziamo e parliamo piacevolmente
E se una qualsiasi parola oscena,
Passa, ci chiedi che cosa vuol dire,
Con sguardi pudici tu silenziosamente
Siedi, come un’amata Pietà,
Eppure un giorno entrai all’improvviso
Prima che tu avessi il tempo di nascondere il tuo peccato,
E trovai tra quelle tue belle mani
Le opere sconce di Aretino.
Uno degli aspetti più audaci dei Sonetti, per quel tempo, era che anche la donna esprimeva il suo desiderio e il suo piacere proprio come l’uomo: entrambi volevano raggiungere la stessa estasi.
Nel 2007, il compositore inglese Michael Nyman mise in musica alcuni di questi sonetti con il titolo “8 Lust Songs”, che debuttarono a Venezia con l’Orchestra di Santa Cecilia, diretta dal compositore, su commissione della Biennale di Venezia.
L’anno successivo in uno spettacolo del 2008 alla Cadogan Hall di Londra, l’esibizione però suscito delle polemiche e fu necessario ritirare i programmi stampati sono stati ritirati, accusati di contenere testi osceni.




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