By Luisa Zambrotta

La scrittrice americana Djuna Barnes nacque il 12 giugno 1892 e morì nel giugno del 1982, sei giorni dopo il suo novantesimo compleanno.
Fu l’ultimo membro sopravvissuto della prima generazione di modernisti di lingua inglese.
Suo padre, un poligamo fautore del libero amore, che era un compositore, musicista e pittore senza successo, aveva sposato la madre di Djuna nel 1889, e in seguito aveva fatto trasferire la sua amante nella loro casa.

Poco prima del suo diciottesimo compleanno, il padre organizzò il suo matrimonio con il fratello della sua amante, che aveva ben 52 anni.
Il matrimonio terminò dopo due mesi , quindi lei si trasferì con la madre e i fratelli a New York City, dove entrò nell’ufficio del Brooklyn Eagle e proclamò: “So disegnare e scrivere e sareste pazzi a non assumermi”.
Scrisse per molti grandi periodici e poi fu inviata a Parigi, dove visse tra le più eccentriche personalità degli anni ’20.
Fu celebrata come una delle grandi scrittrici del Modernismo, ma negli ultimi 40 anni della sua vita si ritirò in totale isolamento.

Scrisse:

“Il mondo intero non è altro che rumore, caldo come l’interno della bocca di una tigre. Lo chiamano civiltà – ma è una bugia! Un giorno o l’altro potresti aver la necessità di uscirne, ci sarà qualcuno che cercherà di portarti fuori e tu non capirai né lui né quello che dice , e solo se tu non capirai niente, proprio niente, allora potrai farcela

“Mi piace la mia esperienza umana servita con un po’ di silenzio e moderazione. Il silenzio fa procedere l’esperienza e, quando muore, le dona quella dignità comune a cose che sono state toccate ma non depredate.

PS : La sua amica Marianne Moore osservò che “leggere Djuna Barnes è come leggere una lingua straniera che capisci”

Una risposta a “Djuna Barnes”

  1. Grazie di cuore, Juan 💙🌺💙

    Piace a 1 persona

Lascia un commento

arcipelago di cultura

Scopri di più da MasticadoresItalia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere