By Marcello Comitini (link blog)

Sembra che non abbia fine.
Ogni giorno ne aggiunge un altro
e ogni notte un’altra
Una costruzione innumerevole di massi
l’uno sovrapposto all’altro.
La sorregge una luminosa base di nuvole
sottile all’alba poi si allarga
come un pitone reticolato 
che abbia divorato un esercito di scimmie.
Si erge sul terreno stancamente
appesantita da ore e ore di lotte e amori
che ne ingrossano la parte di mezzo.
Così la chiamano. Ma nel mezzo di cosa?
Se a ogni giorno se ne aggiunge un altro
e ogni notte un altro incubo?
L’incubo di morire e il desiderio irrefrenabile
di porre fine al movimento 
mai sazio della vita?
Forse bisognerebbe chiamarlo picco
punto più intenso dei sentimenti
diapason del cuore.
Poi il corpo lentamente digerisce e si disfa
dell’ammasso enorme di ricordi e memorie
divorate come un branco numeroso di nomi
dei loro volti dei loro occhi delle loro grida
d’amore e di paura agonizzanti 
quando stritolati dalle spire finiscono
inghiottiti lentamente dal passato.
 

3 risposte a “Diapason”

  1. Mi agradecimiento a Juan Re Crivello que publicó la versión italiana de este poema.🙏

    Piace a 1 persona

  2. Reblogueó esto en marcellocomitiniy comentado:
    Ecco la versione in italiano

    "Mi piace"

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