By Blog Dani58

Leonardo Sciascia- foto Ferdinando Scianna Racalmuto-Sicilia 1967

“Ad un certo punto della vita non è la speranza l’ultima a morire, ma il morire è l’ultima speranza.”

“La morte è terribile non per il non esserci più ma, al contrario, per l’esserci ancora e in balia dei mutevoli ricordi, dei mutevoli sentimenti, dei mutevoli pensieri di coloro che restano.”

Leonardo Sciascia morì a Palermo il 20 novembre 1989. Chiese i funerali in Chiesa, “per non destare troppo scandalo ” attorno alla famiglia di Racalmuto. Con lui nella sua bara la moglie e gli amici vollero mettere un crocifisso d’argento , simbolo che egli rispettava, pur non essendo un credente in senso stretto ( ma nemmeno ateo:” mi guidano la ragione, l ‘illuministico sentire dell’intelligenza, l’umano e cristiano sentimento della vita, la ricerca della verità e la lotta alle ingiustizie, alle imposture e alle mistificazioni.” scrisse. È sepolto nel cimitero di Racalmuto, suo paese natale, sulla lapide bianca una sola frase:” Ce ne ricorderemo, di questo pianeta.” La citazione è di Auguste de Villiers de L’Isle-Adam. Su un manoscritto, conservato dalla famiglia, Sciascia scrive: “Ho deciso di farmi scrivere sulla tomba qualcosa di meno personale e di più ameno, e precisamente questa frase di Villiers:” Ce ne ricorderemo, di questo pianeta “. E così partecipo alla scommessa di Pascal e avverto che una certa attenzione questa terra, questa vita, la meritano “. Leonardo Sciascia

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