Domani uscirà il secondo articolo (Two) su Pasolini di Marcello Comitini

Per i portici un’ombra, esile raggio

Invisibile agli occhi, la riapparsa

Ebrezza di un’idea, sogno e miraggio,

 

Rompe il silenzio: il cuore di Casarsa

Parla a Bologna. Un grido senza fine

Al tempo che già fu, foglia riarsa,

 

Ossessione del margine, confine

Lontano per combattere. Sul viso

Ossuto i segni d’infinite spine.

 

Parole e libertà, gesto improvviso

Al torbido crepuscolo del mondo

Scruta tra le macerie il paradiso.

 

Oggi è polvere il gioco furibondo,

La lotta per la lotta. Aveva un senso

In quest’assurdo, trito girotondo?

 

Nulla sarà, solo aspro fumo denso

In bilico. Rimane la poesia,

Esilio d’un altrove, d’un immenso

 

Brivido di chi resta sulla via,

Orma di un’orma in cerca di giustizia,

Lassù, quaggiù, una smorfia d’ironia.

 

Oscillano le ceneri, riinizia

Greve il cammino tra cattivi e buoni.

Non agire, l’autentica malizia,

 

Atroce vanità d’ardue illusioni.

Bio Pasolini

Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922Roma, 2 novembre 1975[1]) è stato un poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, attore e drammaturgo italiano; considerato tra i maggiori intellettuali italiani del Novecento[2][3][4][5]. Culturalmente versatile, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi anche come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista[6].

Attento osservatore dei cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra sino alla metà degli anni settanta, nonché figura a tratti controversa, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi, come anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti. Il suo rapporto con la propria omosessualità fu al centro del suo personaggio pubblico[7].

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