Che cosa succede se un gruppetto di anziani imbevuti di cultura sessantottina, pacifisti, idealisti, antiautoritari, “citoyens du monde” e non esageratamente amanti della patria, si mettono in testa di organizzare nella propria città, una piccola città di provincia belladdormentata, autoconsegnatasi ai neofascisti dopo settant’anni di rossitudine, una manifestazione contro la guerra? Sono pochi, sono fuori tempo massimo, una ha da badare ai nipotini, un’altra ci ha la mamma inferma, uno ha la sciatica, un altro ancora comincia a non starci più con la testa.
«Dobbiamo fare qualcosa!»
«Far sentire la nostra voce!»
«Facciamo un corteo…»
«Un sit in!»
«O ragazzi, io vi avverto: se mi metto a sedere in terra poi chi mi rialza?»
«E chi ci viene, poi? Siamo tre gatti…»
«Ci vorrebbero dei giovani…»
«O brava! Trovali, i giovani!»
Così gli attempati pacifisti convocano un’assemblea alla quale invitano tutti i gruppi, le associazioni, i comitati che sono attivi in città e che potrebbero condividere la loro iniziativa. Non verrà nessuno, pensano, o chi vuoi che ci consideri a noialtri vecchietti. Invece vengono tutti e diventa subito chiaro che quella che loro avevano immaginato come la patetica testimonianza di quattro sopravvissuti rischia di trasformarsi in una manifestazione importante, almeno in relazione alla piccolezza della città. Soprattutto diventa subito chiarissimo che ci sarà da farsi un culo grosso come una capanna per organizzare tutto fin nei minimi dettagli. Il percorso del corteo, il punto di arrivo, il palco, le luci, l’amplificatore, le autorizzazioni da chiedere, i volantini, il bandierone di 30 metri, le fiaccole, il coro, la banda. Un ulivo da collocare nel centro della città come presidio di pace.
«O brava! E chi ce lo dà l’ulivo?»
«O non siamo la città dei vivai, citrullo?»
«Il Comune ci monta il palco ma dobbiamo smontarlo noi!»
«Io ho la sciatica, lo sapete.»
«E le luci? Senza luci il coro non può cantare.»
«O che ci hanno, le voci elettriche?»
«Devono leggere gli spartiti, bischero che ‘un tu sei altro!»
«E l’acqua all’ulivo chi gliela dà?»
«Le fiaccole come si spengono?»
Riunione dopo riunione, i pezzi del puzzle si compongono. Sarà un evento bellissimo. Basta che non piova…





Lascia un commento