Di Marisa Salabelle
Il bambino e le isole (66thand2nd, 2023) è il nuovo romanzo di Marino Magliani, uscito a pochi mesi di distanza dalla splendida raccolta di racconti Peninsulario (Italo Svevo, 2022). Con queste due opere Magliani si conferma un eccezionale scrittore: per la qualità della sua prosa, per la densità dei contenuti, per le tematiche che da sempre predilige, la sua Liguria, il mare, la montagna, l’infanzia, il vagabondaggio.
La storia inizia nel 1935: alla stazione di Sanremo scende un viaggiatore. È Walter Benjamin e sta andando a Villa Verde, che la sua ex moglie Dora ha trasformato in una pensione. Durante il soggiorno sanremese Benjamin fa conoscenza con un ragazzino: i due parlano di piante, di una fantomatica lucertola ocellata e di libri per ragazzi. Il giovane interlocutore, che altri non è se non Italo Calvino, confida a Benjamin di avere in mente un racconto, la storia di un ragazzo come lui che per rincorrere un pallone decide di seguire i binari della ferrovia “finché non finiscono”.
Da questo antefatto, che si basa in parte su elementi reali ma che è sostanzialmente frutto di fantasia, prende inizio la vicenda del bambino, che diventerà l’uomo e infine il vecchio dei binari. Un vagabondo che percorre da un capo all’altro la Liguria per la durata di una vita, sempre seguendo i binari ma senza mai attraversarli, sempre a piedi, fermandosi qua e là per un paio di giorni, un mese o una stagione, mantenendosi con lavoretti occasionali e dormendo al sereno o in rifugi di fortuna. Durante il suo vagabondaggio l’uomo pensa spesso alla madre, che pure ha abbandonato senza voltarsi indietro e che ritroverà in un commovente finale; conosce molte persone, tra cui anche alcuni artisti e poeti che in Liguria vivono; frequenta le biblioteche e si fa una cultura, venendo così a conoscere Italo Calvino e le sue opere e anche il suo progetto di scrivere quel racconto di cui lui sente di essere il protagonista.
Un romanzo colto e raffinatissimo, sia nei riferimenti impliciti ed espliciti, sia nell’idea stessa di un personaggio conscio di essere nato dalla fantasia di un futuro scrittore, sia nella prosa elegante e ricercata; struggente nello scavo dei sentimenti e degli stati d’animo come nell’evocazione di un paesaggio caro al cuore dell’autore, la Liguria, tra mare, orti e terrazzi, coste franose, e binari, naturalmente.





Lascia un commento