by Luisa Zambrotta

Il 22 giugno 1956 morì nel Middlesex il poeta, scrittore di racconti e romanziere inglese Walter John de la Mare (nato nel 1873). Le sue ultime parole riportate furono: “Sto perfettamente bene”.

Aveva trascorso i suoi ultimi anni in gran parte a letto, affidato alle cure di una giovane infermiera, Nathalie Saxton, di cui un tempo era stato innamorato. Non aveva mai avuto una relazione fisica con lei poiché il suo cristianesimo, così come i suoi principi, proibivano la consumazione La sua poesia “Silver” è un sonetto di quattordici versi noto come “Clare” o sonetto in rima a causa del suo schema di rima aabbcc… (il poeta John Clare stabilì gran parte della sua reputazione attraverso versi scritti in questo schema).

In questa poesia, Walter de la Mare descrive gli effetti visibili che la luce argentata della luna ha sugli oggetti e sulle creature di tutti i giorni.

Argento

Lentamente, in silenzio, ora la luna
percorre la notte nelle sue scarpe d’ argento;
scruta qua e là e scorge
frutti d’ argento su alberi d’argento;
le finestre catturano a uno a uno
i suoi raggi sotto l’argenteo tetto;
accovacciato nella cuccia profondamente
dorme il cane con zampe d’argento;

dalla buia piccionaia fa capolino il petto bianco
di colombe addormentate in piume d’argento;
un topolino corre di soppiatto,
anche lui con unghie e occhi d’argento;
e pesci immobili luccicano nell’acqua,
fra canne d’argento in flutti d’argento.
                          (L.Z.)

Una risposta a ““Silver” by Walter de la Mare”

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