Vedi: son viva scappata dalle tue mani rapaci – e dal fatale tetro stanzino

Vedi: non mi sono più voltata come una statua di sale, ho proseguito il mio cammino

T’avevo detto che avrei scelto un eremo come Idelgarda

T’avevo fissato nel tempo della putrefazione

Mentre mi si sviluppavano le ali

Non mi vedi più – se non nell’incubo del tuo riflesso

Quando esci dal tempio – con le ciabatte ai piedi

E trascini il tuo tempo – senza più senso

Senza più me

Dedicata a tutte le donne alle quali lui ha detto: non posso vivere senza di te)

[ Bloglink : Eletta Senso ]

Lascia un commento

arcipelago di cultura

Scopri di più da MasticadoresItalia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere