Vedi: son viva scappata dalle tue mani rapaci – e dal fatale tetro stanzino
Vedi: non mi sono più voltata come una statua di sale, ho proseguito il mio cammino
T’avevo detto che avrei scelto un eremo come Idelgarda
T’avevo fissato nel tempo della putrefazione
Mentre mi si sviluppavano le ali
Non mi vedi più – se non nell’incubo del tuo riflesso
Quando esci dal tempio – con le ciabatte ai piedi
E trascini il tuo tempo – senza più senso
Senza più me
( Dedicata a tutte le donne alle quali lui ha detto: non posso vivere senza di te)
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