Nella dozzina dello Strega Grave disordine con delitto e fuga di Ezio Sinigaglia, che era tra gli 82 titoli presentati dagli Amici della domenica, non è rientrato. E probabilmente, se stiamo a quanto afferma Gianluigi Simonetti nel suo Caccia allo Strega, non aveva nemmeno i requisiti per rientrarci: non rispondeva a nessuna delle caratteristiche individuate dal critico per essere un “libro da Strega”. E tuttavia questo romanzo breve, o racconto lungo, è a tutti gli effetti un piccolo capolavoro.

Ho avuto l’opportunità di incontrare, dopo molti anni, Ezio Sinigaglia a Pistoia, dove un altro suo libro, L’amore al fiume (e altri amori corti) è finalista al Premio Ceppo, che quest’anno è dedicato al racconto. E appunto tra racconto e romanzo, ha detto in quell’occasione Sinigaglia, la differenza non sta tanto nella lunghezza quanto nella struttura. Il romanzo ha una storia centrale e può averne di secondarie, ha più trame che si sviluppano in parallelo o in successione temporale; il racconto, per quanto possa prevedere al suo interno digressioni e svolte, è comunque incentrato su un’unica vicenda, che va dritta al suo scopo come una freccia. E indubbiamente Grave disordine con delitto e fuga (bellissima questa predilezione di Sinigaglia per i titoli lunghi e articolati, o anche per i sottotitoli che illuminano e arricchiscono titoli brevissimi) è un racconto. Si narra di un giovane e affermato uomo d’affari, un ingegnere che a soli 34 anni dirige ben quattordici aziende, un uomo che ama avere ogni cosa sotto controllo, sia sul piano del lavoro che su quello familiare e personale, un uomo che ama l’ordine e che fa in modo che quest’ordine non venga mai turbato: se un piccolo elemento di disordine si insinua nel suo mondo ben disciplinato, l’ingegner De Rossi ha le sue strategie per neutralizzare quel piccolo elemento di disturbo e ricondurre la sua vita sotto i rassicuranti binari nei quali scorre ben oliata. Se si tratta del desiderio di qualcosa o di qualcuno, è sufficiente soddisfarlo perché quel desiderio si estingua e smetta di creare disturbo; se poi soddisfarlo è impossibile o inopportuno, si fa in modo di non percepirlo più, di scrollarselo di dosso.

Ma quando l’ingegner De Rossi incontra il giovane fattorino Michelangelo, detto Jimmy, tutti i suoi criteri per assicurare ordine e serenità alla propria esistenza crollano. Perché la bellezza di Jimmy, il suo garbo, i suoi occhi scuri come olive, la sua pelle di rame, lo colpiscono a tal punto che nessuna delle vie d’uscita collaudate riesce a neutralizzarne l’effetto dirompente.

Della trama non dirò altro, se non quello che si intuisce dal titolo, e cioè che il racconto, che parte lieve e sognante, si avvita progressivamente in una storia drammatica, intrisa di una violenza che provoca turbamento nel lettore.

Dirò invece dell’uso magistrale della lingua da parte di Sinigaglia, che in ogni sua opera testimonia una cifra stilistica senza pari, nel panorama italiano attuale: una lingua, la sua, inconfondibile, ma capace di cambiare moltissimo da un’opera all’altra, spaziando dal registro elegiaco, come nell’inizio di questo eccezionale racconto, a quello distaccato del resoconto quasi burocratico, all’italiano regionale nelle sue diverse varietà, all’uso dell’inglese, del francese e del più buffo pidgin, fino ad arrivare al caso limite di una novella scritta in puro italiano trecentesco, L’imitazion del vero. Ognuna di queste varianti e sperimentazioni si innesta su una base linguistica raffinata, colta ma godibilissima, un lessico estremamente vario, un uso della metafora e della similitudine che non hanno nulla di ostentato preziosismo. E soprattutto, l’italiano di Sinigaglia non va dietro le mode, non è soggetto ai tic del momento, è un italiano orgogliosamente suo, musicale e puntuale, ironico e drammatico, riconoscibile tra mille. Diffidare dalle imitazioni. 

3 risposte a “Grave disordine con delitto e fuga, di Ezio Sinigaglia (Terrarossa edizioni) Recensione di Marisa Salabelle”

  1. […] Grave disordine con delitto e fuga, di Ezio Sinigaglia (Terrarossa edizioni) Recensione di Marisa&nb… […]

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  2. Grazie per questa splendida recensione. Amo anch’io la sua cifra stilistica, voce unica e riconoscibile.

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  3. Un autore che il mondo della cultura italiana ha ignorato e tenuto in disparte per molti anni…

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