La incontrai una sera a cena a casa di amici. L’avevo notata subito, nel senso che avevo buttato l’occhio nella sua scollatura e non ero rimasto deluso. La ascoltavo con poca attenzione finché udii:
La sera mi masturbo sempre prima di addormentarmi.
Era calato il silenzio. Sì, stava aggiungendo, lo faccio e lo consiglio, mi accompagna nel sonno, è meglio di una canna.
Molti risero, gesticolando perché non la prendevano sul serio. Io stavo fumando alla finestra, gettai la sigaretta e mi avvicinai.
E a cosa pensi, le chiedevano?
Creo delle avventure mentali con i personaggi della letteratura che mi ispirano in quel momento.
Non pensi a delle persone reali?
Con quelle reali ci scopo!
E tutti a ridere ancora. A me venne duro.
Facci un esempio Miriam!
Io avanzavo a piccoli passi verso la sua sedia, ero attirato, come tutti, dalla sfacciataggine di quel discorso che lei portava avanti come se stesse raccontando la trama di un film per bambini. Mi sentivo romantico e arrapato.
Allora, disse fermandosi un istante a pensare, i miei preferiti al momento sono il capitano Gert dal pozzo, da Q, e Margherita, la strega nuda di Bulgakov.
Non potevo crederci, aveva citato due dei miei libri preferiti. Mi stava spaccando i pantaloni.
Ma come, una donna?
Le altre ridacchiavano nascondendo la bocca, ma con lo sguardo le lanciavano interrogazioni interessate.
Certo, rispose lei seria, quasi offesa.
E sei mai stata con una donna? Non ti abbiamo mai vista frequentare una donna, Miriam! Stai giocando con noi?
Lei non si scompose.
Solo perché non ho ancora amato una donna, diceva, non vuol dire che non mi interessi. Sappiamo tutti, prima di iniziare a scopare, con chi vogliamo farlo, perché non dovrebbe valere lo stesso per me?
Ero totalmente suo.
Vi dirò di più, continuó, non m’importa cos’hai là sotto, basta che lo sai usare.
Io ero già dietro di lei, appoggiavo le mani sulla spalliera della sedia e la mia parte interessata sulla sua schiena. Lei non si mosse. Qualche minuto dopo si alzò e si diresse verso il bagno, io la seguii e aspettai fuori dalla porta. Dopo un po’ bussai e chiesi di entrare.
Sto lavando le mani, disse, entra pure.
Il passaggio tra il lavandino e il muro di fronte era piuttosto stretto, mi avvicinai al suo corpo e le passai una mano sul fianco, lei mi lanciò un sorriso allo specchio.
Condivido il tuo pensiero, le dissi.
Grazie, rispose girandosi tutta verso di me, le braccia gocciolanti intorno al mio collo. Dormiamo insieme stanotte? le chiesi.
Ero così pieno di coraggio, non sono mai più stato così sicuro con una donna.
Parliamone, disse prima di ricevere la mia lingua nella sua bocca.
È iniziata così, tra me e Miriam. Io la volevo e lei mi concedeva di averla.
Ti sei eccitato quando hai sentito parlare di donne che vanno con donne, non è vero? mi chiese più tardi a casa mia. No, risposi, quando hai detto “letteratura”.
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