Tarka, una piccola casa editrice cui sono molto affezionata, pubblica spesso libri sorprendenti, come questo Dizionario universale delle creature fantastiche, dello scrittore argentino Luciano Hernandez, tradotto in italiano da un argentino onorario, l’eccellente scrittore e traduttore Marino Magliani. Nella premessa, Hernandez dichiara di non avere la pretesa di scrivere un’opera accademica: il suo dizionario, che proprio un dizionario è, con centinaia di lemmi in rigoroso ordine alfabetico, vuole semplicemente “mettere a disposizione del pubblico un’idea approssimativa di ciò che ha saputo creare la mente umana nell’arco di molti secoli”, e questo nel tentativo di conoscere l’inconoscibile, di descrivere e catalogare il mondo degli esseri mostruosi e fantastici che popolano miti, leggende e la nostra immaginazione, con la convinzione che quanto si conosce fa meno paura di ciò che non si conosce. Spaziando tra la mitologia greca, il folklore nordeuropeo, i miti delle tribù indiane e dei popoli latino americani, pescando a piene mani nelle figure bibliche e attinenti alla cultura ebraica, il Dizionario ci offre una panoramica di creature dall’aspetto quasi umano o totalmente bestiale, composte da pezzi di esseri diversi, uomini con i piedi all’indietro, testa di cane, bocca enorme, coda di serpente e via variando.

Alcune le conosciamo bene perché appartengono al nostro immaginario da sempre: la Fenice e la Medusa, la Chimera, il Basilisco. Altri sono meno noti, come Abraxas, “stravagante divinità egizia”, che io personalmente ho incontrato nei fumetti di Dylan Dog. Altri ancora mi erano completamente sconosciuti, come Bunyp, una “creatura con coda di cavallo, pinne di foca e zanne di tricheco”, appartenente alla mitologia australiana, o Trechend, mostro con tre teste della mitologia celtica. Scorrendo il dizionario non si può fare a meno di pensare a quanto inesauribile sia la fantasia umana, da sempre intenta a miscelare dettagli appartenenti a specie diverse per dare un nome alle proprie paure, renderle visibili e per questo esorcizzarle.

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