Ho un sogno viaggiatore
come un treno
io gli lascio spazio per fermarsi qui
come una stazione
qualche volta lo fa,
ma sembra che soffra
come gli squali senz’acqua
così riparte sempre
cavalcando nuove fantasie e cieli azzurri.
Ripasserà di qua
con un profumo di pelle calda tra lenzuola bianche
o di capelli al sole sull’erba di un prato
tra narcisi e fiori di montagna
mughetti e zafferano alpino.
Oggi profuma di Natale
di muschio e candele
lo mischio con quelli che ricordo
nella luce calda che entra dalle tende di questa stazione.
Dovrebbe essere quasi l’ora dell’arrivo
e tutti questo ricordare porta a sogni di bambino
vernici invisibili, occhiali a raggi x, per vederla meglio
radio allo strombolio di fragolosio che creano interferenze e bloccano le onde bugiardiche
così dirai la verità.
Ma sono così tanti e veloci che all’ ultimo non ricordo il primo
così ho pensato..
da grande non servono mica tutte quelle cose,
basta chiudere gli occhi e appaiono volti e paesaggi
basta premerli un pò di più coi pollici e si mischiano le nuvole
poi le oltrepassi fino ad arrivare alle stelle sul fondo della retina
pianeti e anelli e soli gialli intorno dai contorni sfavillanti
e la solita scritta, bianca e sfolgorante su sfondo rosso.
Quando apri gli occhi è ancora lì,
proiettata sul muro bianco
e ti accorgi che in negativo
è un enorme fungo atomico in un cielo in fiamme.
“ma come fanno gli angeli a volare in un cielo rosso rosso?”
E lo stai a guardare.

2 risposte a “Sogno viaggiatore by Franco Bonvini”

  1. Eh merita merita questa scritta, oggi è la seconda volta che così a caso, clicco una cosa di questo Franco Bonvini che se lo scrive con la minuscola, e invece è grande grande!

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