Nel grigiore di giornate ingannevoli
vorrei godermi la primavera
mentre i grigi mutevoli delle onde
s’infrangono ai miei piedi
e mi acceca la nebbia dell’emozione
di non sentirmi più al mondo,
un bambino non ancora nato
che della vita gusta
solo l’amore del ventre della madre.
Ma lungo le strade che percorro
senza sapere dove conducono
straziate dai sibili, le ambulanze
raccolgono i feriti e le vittime
di una guerra senza ragione
tra uomini e donne prima amanti
poi braccato il cuore, non si riconoscono,
si lasciano annegare, proprio qui
davanti al mare in queste giornate
ingannevoli e a mia madre
che nella mia immaginazione ancora
mi porta in ventre e trattiene le doglie
per non gettarmi nel cuore della guerra.
Eppure già conduco la mia guerra
ingaggiata senza nemici su un campo
di battaglia dai confini senza limiti.
Con fedeltà scrivo sui miei libri
dei suoi esiti alterni
fughe, avanzate e ritirate, vittorie incerte
e illusorie conquiste.


[ SiteLink : Il disinganno prima dell’illusione ]

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