“Se sono scrittore di mezzo mondo lo sono di non luoghi”

di Giuseppe Iannozzi ( By Iannozzi)

1. Marino Magliani, tra le tue ultime pubblicazione c’è anche “Corsica“(OLIGO Editore – 2024, Mantova), un lavoro fra narrazione e disegno, non a caso è accolto nella collana Ronzinante, collana che si propone di presentare al pubblico “un modo nuovo per raccontare luoghi e territori nel cuore di grandi autori contemporanei.” Tu sei uno scrittore sempre in movimento; si può forse dire che hai girato mezzo mondo, ed è questo uno dei motivi per cui non sarai dimenticato. Sei d’accordo?

Giuseppe, se sono scrittore di mezzo mondo lo sono di non luoghi. Ti faccio degli esempi. Per tante estati, da maggio a ottobre, ho vissuto in Spagna, negli anni ottanta, in posti di «plastica» delle coste, d’inverno nelle Isole Canarie, però se mi dici di raccontarti la bellezza delle Asturie o di Salamanca non ti saprei dire, così per l’Argentina, anche lì ci ho bazzicato a lungo ma non sono mai sceso neppure ai confini con la Patagonia. Ecco perché ci andrei cauto col ruolo di grande viaggiatore…

2. In “Corsica” racconti la tua esperienza di mozzo. Quando hai iniziato a lavorare eri giovanissimo e inesperto. Marino Magliani, come sei approdato alla scrittura e per quali ragioni?

E inesperto sono rimasto, e forse la ragione della mia scrittura sta proprio nella scoperta della mia inadeguatezza, non sai far nulla e non ti resta che descrivere a te stesso la tua incapacità.

3. Pubblichi molto, sei instancabile, non ti mancano mai le idee. Nel 2022, con il romanzo storico “Il cannocchiale del tenente Dumont”, sei stato inserito tra i dodici candidati al Premio Strega. Si può dire che non hai vinto per un soffio! Pensi che parteciperai nuovamente al Premio Strega?

Si, scrivo parecchio. Quanto al non vincere per un soffio, macché, dai dodici si entrava in una cinquina poi dilatata a settina e non son rimasto neanche nei sette… Riprovarci significa avere il romanzo giusto, trovare la casa editrice che ci crede, chi ti ci porta, e avere fortuna. Si vedrà.

4. Non sei solo uno scrittore di grande talento, Marino Magliani, sei anche un traduttore davvero straordinario. Traduci principalmente dallo spagnolo e dall’inglese americano. Preferisci dedicarti alla scrittura delle tue opere o tradurre romanzi e poesie?

Di certo alla scrittura, traduco per necessità, e traduco con Riccardo Ferrazzi, lui sì che è un traduttore straordinario. Ma poi collaboro anche con Alessandro Gianetti, un professionista, come lo è Giovanni Agnoloni.

Corsica - Marino Magliani

5. In “Corsica” sottolinei che “le Corsiche sono sempre state tante”. Potresti approfondire questo punto?

È la quota da quali la guardi, l’angolazione del punto ligure, l’umore e il vapore, sono tutte queste cose a inventare al tramonto o all’alba una Corsica diversa.

6. “Corsica” è una narrazione che comprende anche alcuni tuoi disegni: usi un tratto essenziale. C’è anche una tua opera in copertina: i colori sono semplici e candidi. Pubblicherai nuove opere illustrate da te?

Sono disegni fanciulleschi, e confusi, che restituiscono la Corsica lontana (nel tempo?), vista dal traghetto. Non credo di riprovarci in quel senso, sono sceneggiatore di alcune graphic novel e lascio volentieri i ragionamenti a matita a disegnatori come Marco D’Aponte.

7. È più difficile scrivere un romanzo o tradurre le opere degli autori che ami?

Più tradurre, lavori con tutto ciò che un altro non ha gettato, tu magari avresti fatto diversamente (magari facendo peggio), ma ora devi accettare la prosa che ti è stato chiesto di tradurre, solo quella, e devi essere fedele a quella lingua. Mentre se scrivi sei libero di gettare tu le cose da gettare, sei tu a scegliere, anche se è una responsabilità.

8. A tuo avviso, chi dovrebbe leggere “Corsica”? Perché?

Chi si vuol divertire (è anche un’opera breve)  a sperimentare e ritrovare gli anni settanta, l’estate, la luna che brucia, le spume del mare, e le albe. Perché uno ci prova a venderlo.

9. Genova e la Corsica, potremmo dire che sono quasi a un tiro di schioppo. Marino, sono due terre completamente diverse o c’è qualcosa, anche solo a livello poetico, che le accomuna?

Che dire! È che in Corsica ci sono sbarcato almeno duecento volte col traghetto, da mozzo, ma non la conosco. In compenso si, conosco la Liguria.

10. Marino Magliani, sono sicuro che a breve pubblicherai un nuovo romanzo… non è forse così?

Spero di sì. Nel 2025, uscirà “Romanzo Olandese”, che raccoglie i miei romanzi brevi «olandesi» usciti gli anni scorsi.

Marino Magliani, di origini liguri, ha vissuto per anni tra Spagna e America Latina, per poi trasferirsi in Olanda. Scrittore e traduttore, ha pubblicato per molti editori, tra cui 66thand2nd, Chiarelettere, Hopefulmonster, Italo Svevo, Longanesi, L’Orma, Sironi. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti. Nel 2022 è rientrato nella dozzina del Premio Strega e nel 2024 è stato tra i finalisti del Premio Alassio.

Il sito di Marino Magliani: https://www.marinomagliani.com/

CorsicaMarino MaglianiOligo Editore – Prefazione: Roberto Carvelli – Collana: Ronzinante – Genere: Narrativa – Sottogenere: Racconto/illustrato – Pagine: 52 – Prima edizione: ottobre 2024 – ISBN: 9791281000636 – Prezzo di copertina: 13,00 €

Una risposta a “Marino Magliani “Corsica”: Intervista all´Autore”

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