Non tutto è composto, caro commissario,

da qualche oscuro crimine e dalle prove del caso.

C’è anche la vita, con le sue persiane verdi,

il cuore e le sue ferite,

rappresentato dal muschio che cresce

sul petto di un comico

che chiamiamo Charlot. (Prosa in versi, Félix Molina, p. 42)

È difficile scrivere dopo aver visto i volti della famiglia, dopo aver stappato dello champagne, dopo aver ricordato qualcuno che abbiamo amato e a cui siamo stati leali, o infedeli.

I postumi delle feste sono, come dire, un pugno che si stringe e colpisce. Non esce sangue, non dà fastidio, suscita persino sorrisi. E in questa miscela, i politici ci sprofondano nel fango della guerra. Della spavalderia.

E guardi un familiare che la pensa diversamente ed eviti la conversazione. Oppure rinunci a pensare e ragionare. Ti lasci sfuggire un debole sorriso.

Perché anche se amiamo le nostre famiglie e le evitiamo, anche facendo questo, il mondo va alla deriva senza meta. E sottopone noi che pensiamo, i razionali della famiglia, a molto stress.

Sì! Noi razionali siamo una razza in via di estinzione; vediamo il pericolo e guardiamo oltre la casa del vicino. Il 2026 è un anno di pessimisti?

Probabilmente. Anche se i social media e WhatsApp traboccano di idee, amore e auguri.

L’anno minaccia di essere un vero bastardo… Come ho detto, i razionali di ogni famiglia tacciono, forziamo i sorrisi, respiriamo, ma non siamo ingenui, solo prudenti.

3 risposte a “2026: Stiamo entrando in un periodo difficile, —dice un ragionatore— by J. Ré Crivello”

  1. È come camminare lavorare mangiare fare le cose di tutti i giorni imprigionati in una boccia di vetro: sappiamo che a un certo punto qualcuno la capovolgerà come si fa per vedere scendere la neve, ma questa volta saremo noi a capovergerci e cadere

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    1. Ciao Eletta. Dici una grande verità. Lottiamo, amiamo e soffriamo, e a volte i cambiamenti ci fanno bene, altre volte ci danneggiano. Grazie per la tua opinione.
      un saludo Juan

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  2. Nel fine settimana ho visto “Il processo di Norimberga”, (peraltro lo consiglio un capolavoro)
    Impressionanti analogie con quello che sta accadendo ora; all’uscita il commento del pubblico era unanime: ” Mamma mia quanto somiglia ciò che ha provocato la seconda guerra mondiali ai tempi attuali, si identificano persino dei personaggi…”
    Terribile poi l’affermazione del filosofo e storico inglese apparsa in coda ai titoli:
    “Per sapere di cosa è capace l’uomo basta guardare a ciò che ha già fatto”
    Come si fa a tacere!

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