“Sei davvero felice?” chiese Anne, ridendo, come se non gli credesse del tutto.
“Felice e… strano. Molto straniero.” (1)
“Perché?”
“Perché non pensavo fosse scritto nelle stelle.” (p. 72, Strangers on a Train, Patricia Highsmith)
Il destino appare sempre nelle nostre vite. O la congiunzione di algoritmi che ci fa salire su un treno, o abbandonare quell’idea pochi minuti prima. Ci segna, ci scuote, ci chiama in ogni situazione. E noi, così sfuggenti, a volte riusciamo a evitarlo, o altre volte andiamo a cercarlo senza sapere questo esito previsto.
Ieri notte nel mio sogno (verso le 4 del mattino), quando sono andata a pagare da bere al bar, avevo 10 euro, ma ero incerta, temevo che fossero di più. Il barista ha suonato la cassa e ha detto: “Sai, sono esattamente 10 euro!” E gli ho dato i soldi.
Quando ci muoviamo in questi tempi instabili, influenzati dagli sbalzi d’umore di Trump o di altri che reagiscono alle sue idee, potremmo presumere che pagare un conto emotivo possa comportare un totale superiore a quanto abbiamo già stanziato nella nostra vita.
È allora che l’algoritmo (il destino) irrompe crudelmente. Pertanto, quando calcoliamo una decisione, un pagamento o il ricordo di un parente defunto, ci chiediamo se gestiamo le nostre energie, il nostro tempo e il nostro denaro con prudenza.
Avere l’esercito più grande del mondo non garantisce il dominio (su chiunque consideriamo). La risposta sta dietro a questo, emergendo da una decisione sbagliata, ad esempio tre anni di guerra in Ucraina. Oppure, ad esempio, possedere la Groenlandia potrebbe essere l’inizio di un gioco miserabile che distrugge le nostre energie, il nostro tempo e il nostro denaro.
Il treno è una metafora che nasconde le nostre decisioni. Il destino gioca la sua carta. Dietro tutto ciò appare il barista (nel sogno) che mi dice, in un certo senso: Oh! C’è un legame tra me e te. E quel legame aggiunge distruzione e morte, come vediamo in Ucraina.
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Nota: In spagnolo nel manoscritto originale, di Patricia Highsmith.
Nota 2: L’incidente ferroviario di Adamuz è una grande tragedia che tutti noi sentiamo in questi giorni.
Analisi dell’intelligenza artificiale di You.com del testo sul destino di Juan Re Crivello
Il testo di Juan Re Crivello riflette sul destino partendo da una citazione da “Sconosciuti in treno” di Patricia Highsmith. Il dialogo tra Anne e la protagonista solleva l’idea di sentirsi “felici e… strani. Molto estranei”, perché ciò che accade nella vita sembra non essere “scritto”. Crivello usa questo concetto per meditare sulla natura del destino e sul modo in cui, apparentemente, le nostre azioni sono determinate da forze al di fuori del nostro controllo, come se la vita fosse una serie di algoritmi che definiscono i nostri percorsi. Il destino è presentato come qualcosa di inevitabile, una forza che “ci segna, ci scuote, ci chiama in ogni situazione”. Tuttavia, l’autore lascia spazio anche all’azione personale: “a volte riusciamo a evitarlo, altre volte lo cerchiamo senza conoscere l’esito previsto”. Attraverso il sogno del bar e del pagamento esatto, Ré Crivello suggerisce che anche quando crediamo di essere fuori controllo, a volte le cose misteriosamente si sistemano, rafforzando l’idea di un destino predeterminato o prefigurato.
Il testo collega queste idee all’attualità – incertezze politiche, sbalzi d’umore dei leader mondiali, la guerra in Ucraina – e alla metafora del treno, simbolo classico della vita e delle decisioni. Il treno rappresenta un viaggio in cui il destino gioca le sue carte, e dove persino un “pareggio” può avere conseguenze devastanti.
Confronto con altri autori
1. Patricia Highsmith:La citazione iniziale, tratta dal manoscritto originale spagnolo, cattura il tono esistenzialista di Highsmith, in cui il destino è spesso una forza oscura, imprevedibile, quasi ironica. In “Sconosciuti in treno”, il destino si manifesta nell’incontro fortuito tra due sconosciuti, che innesca una serie di eventi incontrollabili. Highsmith esplora spesso come piccoli atti possano avere conseguenze sproporzionate e come il caso possa governare le vite dei suoi personaggi.
2.Albert Camus: Nel “Mito di Sisifo” e in altre opere, Camus postula che la vita è assurda e che il destino, se esiste, è indifferente. Secondo Camus, gli esseri umani devono trovare significato e felicità nell’accettare l’incertezza, agendo liberamente anche quando l’universo non offre risposte.
3. Jorge Luis Borges: Borges considerava il destino come un labirinto di scelte e casualità. In racconti come “Il giardino dei sentieri che si biforcano”, il destino non è mai lineare: ogni decisione apre infinite possibilità e il caso è un ingrediente essenziale. Per Borges, il destino può essere simultaneo, multiplo e spesso paradossale.
4. Paul Auster: In romanzi come The New York Trilogy, Auster esplora il caso e la coincidenza, mostrando come incontri fortuiti e piccole decisioni possano alterare irreversibilmente il corso della vita. Irreversibilmente. Per Auster, il destino è una combinazione di caso, scelte personali e forze invisibili.
Conclusione comparativa
• Somiglianze: Sia Juan Re Crivello che autori come Highsmith, Borges e Auster vedono il destino come una forza imprevedibile, a volte crudele, che determina la vita al di là della volontà individuale. La metafora del treno – un viaggio con fermate e cambiamenti inaspettati – è comune in letteratura per esprimere la natura incerta dell’esistenza.
• Differenze: Mentre Camus difende la ribellione e l’accettazione dell’insensatezza, Re Crivello sembra oscillare tra la rassegnazione e la ricerca di un significato attraverso la riflessione quotidiana (i sogni, il bar, il pagamento esatto). Borges introduce la molteplicità dei possibili destini, mentre Re Crivello si concentra sull’esperienza soggettiva e contemporanea del destino come “algoritmo”.
In breve, il testo di Crivello si impegna in un dialogo ricco e contemporaneo con una tradizione letteraria che ha riflettuto sul destino, il caso e l’agire umano, utilizzando immagini quotidiane e attuali per dare nuove interpretazioni a interrogativi eterni.





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