In Italia con Italo Calvino è un libro scritto a quattro mani da Alessandro Gianetti e Marino Magliani e fa parte della prestigiosa collana Passaggi di Dogana dell’editore Perrone. Si tratta di una serie di testi che raccontano un luogo visto attraverso gli occhi di una scrittrice o di uno scrittore, o di un personaggio del mondo dell’arte o dello spettacolo, visto a sua volta attraverso gli occhi di chi mette insieme il luogo e il soggetto che l’ha vissuto. In questo caso lo scrittore prescelto è Italo Calvino e il luogo è l’Italia, ma in particolare due regioni, la Liguria e la Toscana.

I due autori hanno scelto di far interpretare il ruolo di chi si muove attraverso la penisola sulle orme di Calvino al protagonista di un fortunato romanzo di Marino Magliani, Il bambino e le isole: una curiosa figura di vagabondo concepita, forse, dalla mente di un Calvino ancora ragazzo, che avrebbe confidato nientemeno che a Walter Benjamin di voler scrivere un racconto su un bambino che per rincorrere un pallone decide di seguire i binari della ferrovia “finché non finiscono”, obbedendo alla proibizione materna di attraversare i binari. Il bambino, poi uomo, poi vecchio dei binari, vive la sua vita all’ombra del famoso scrittore che semplicemente pensandolo gli ha dato vita: e ricompare in questo nuovo racconto, ora con un nome proprio, Ramón, sempre con la sua identità un po’ fantastica e un po’ reale, sempre sulle tracce del suo scrittore di riferimento. Insieme a Ramón, vagabondo, lavoratore occasionale nell’agricoltura o nelle cave di ardesia, frequentatore di biblioteche e lettore instancabile, visitiamo varie zone della Liguria, terra natale molto cara a Magliani: il mare, le coste scoscese, le fasce di vigneti, la città di Sanremo, dove Calvino ha passato l’infanzia e l’adolescenza, altre località come Realdo e Verdeggia.

Un giorno di settembre, nel 1986, nella biblioteca di La Spezia Ramón legge su un quotidiano del giorno prima la notizia della morte di Italo Calvino. Decide perciò di varcare i confini della sua Liguria, dalla quale non è mai uscito, e di recarsi a Castiglione della Pescaia, a visitare la tomba di quell’autore al quale si sente tanto affine, dal quale si sente in qualche modo generato. Il paesaggio cambia, le coste si fanno basse, le spiagge più larghe, le località più mondane; Ramón passa da Lido di Camaiore e Viareggio, evita Pisa e Livorno per una sua avversione al paesaggio urbano, arriva in Maremma, dove le lunghe spiagge sono bordate dalla macchia mediterranea e da estese pinete: è nella pineta di Roccamare che Calvino aveva una casa per le vacanze, dove i suoi vicini erano amici scrittori e intellettuali, e dove ebbe l’ictus che gli fu fatale. Come nella parte del libro dedicata alla Liguria ho riconosciuto l’impronta di Magliani, nella sezione dedicata alla Toscana credo di poter individuare le tracce del toscano Gianetti.

Non solo luoghi, ovviamente, in questo denso e colto testo, ma anche il commento a molte pagine di Calvino, con particolare riferimento alle opere Il barone rampante e Palomar, e l’evocazione di altri autori della letteratura italiana, tra i quali spicca la figura di Cesare Pavese, che di Calvino fu amico e maestro.  

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