Recensione di Marisa Salabelle

Chi di noi, durante l’adolescenza, non è stato membro orgoglioso della “mitica” III A o della “mitica” V B? Ogni generazione di studenti, ogni classe di liceo, ogni piccolo gruppo di amici “del muretto” o “della piazzetta” ha ritenuto di essere eccezionale, straordinario, mitico. E Stefano, Marco, Ric e Giulia non fanno eccezione: frequentano la stessa classe di un liceo di Catania, si ritrovano il pomeriggio per studiare insieme, si sostengono l’un l’altro in vista degli esami di maturità e si sono dati un nome: sono i Mitici, per l’appunto. La loro amicizia, che sembra destinata a non infrangersi mai, regge per una decina d’anni dopo il diploma: poi succede qualcosa che manda il gruppo a gambe all’aria, o forse è solo la vita, chissà.

In questo romanzo, intitolato appunto I Mitici, Rosalia Messina dà la parola a due di loro, Marco e Giulia, che si alternano nel racconto. Vent’anni dopo la fine del liceo, ormai vicini alla cinquantina, i Mitici, o meglio gli ex Mitici si trovano a fare i conti con se stessi e col loro passato. Il fatto che li riavvicina e che li spinge a una tardiva autocoscienza è la morte improvvisa di Stefano, il più fragile e sbandato del gruppo.

Marco è un uomo che sembra subire una vita che non ha scelto: ha mollato gli studi universitari e lavora nella trattoria dei suoi genitori, un ripiego temporaneo che per inerzia si è trasformato nel mestiere della vita; ha frequentato una donna che non amava e ha avuto un figlio senza volerlo. Marco è pieno di rancore, gli sembra che tutti gli abbiano fatto torto, in particolare l’amico Stefano, per la cui morte prova sentimenti contrastanti.

Giulia, silenziosa, riservata, molto razionale, è forse affetta da qualche disturbo dello spettro autistico, tant’è vero che i compagni di scuola, spietati come sono sempre gli adolescenti, l’avevano soprannominata Auty. Giulia ha sposato l’innamorato dei tempi del liceo, Riccardo: un genio della matematica, un inetto nella vita di tutti i giorni, aspetto, questo, che la donna non manca di rimarcare ogni volta che può. Con lui ha tentato, senza riuscirci, di mettere al mondo un figlio.

Man mano che il racconto a due voci procede, vengono gradualmente rivelati i fatti che hanno portato alla rottura tra gli storici amici: il drammatico evento che li ha fatti incontrare di nuovo sarà, forse, l’occasione, per ognuno di loro, di portare un cambiamento nella propria vita. Rosalia Messina rivela, in questo romanzo, un’ottima capacità introspettiva e ci guida con perizia nel progressivo svelamento di una realtà difficile e complessa.

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