
Esiste, nel mondo già complicato dell’editoria, una figura mitologica, metà uomo (o donna: anzi, spesso donna) e metà drago sputafuoco, che causa sudori freddi e crampi intestinali in tutti coloro che ambiscono a pubblicare il loro romanzo: è l’editor. Naturalmente l’editor non è l’editore, no, sarebbe troppo comodo. L’editor è una persona che si prende cura del tuo romanzo (lui/lei preferisce chiamarlo “progetto”, perché chiaramente tu non sei in grado di scrivere un romanzo, al massimo puoi avere un progetto) e lo prepara per la pubblicazione. Ogni scrittore o aspirante tale, ogni volgare manoscrittaro trema in cuor suo al pensiero di ciò che l’editor farà al suo prezioso testo, ai suoi amati personaggi, al suo uso personalissimo e originale della lingua. Hai scritto un romanzo di formazione incentrato sulla figura di un’adolescente con un padre ingombrante e problematico?
«Carina la tua idea», ti scrive l’editor. «Ma bisognerebbe aggiungere un po’ di mordente… che ne dici se facciamo morire la mamma?»
«No», rispondi. «Io la mamma non la faccio morire.»
«Allora fai che era lesbica… o magari transegender. Sono temi che vanno molto, ora.»
Vuoi proporre un romanzo che racconta un attentato terroristico nella tua città?
«Non può funzionare», ti dice l’editor. «Perché appena apriranno il libro si accorgeranno che attentati terroristici nella tua città non ne sono successi e lo butteranno via indignati.»
«Veramente Jonathan Safran Foer ha fatto radere al suolo Gerusalemme, e Philip Roth ha fatto diventare Charles Lindbergh presidente degli Stati Uniti, e nessuno ha buttato via indignato i loro libri…»
«Non vorrai paragonarti a Safran Foer o a Philip Roth, spero!»
No di certo! Hai scritto una bellissima storia di cui sono protagoniste due famiglie che finiranno per incontrarsi alla fine del romanzo dando vita a una meravigliosa storia d’amore?
«È un’idea carina, ma mi sembra che ci sia troppa carne al fuoco. Perché non elimini una delle due famiglie?»
L’editor sa sempre meglio di te come funzionerà il tuo romanzo, pardon, il tuo progetto, come potrà diventare un best seller, come potrà assurgere alle più alte vette della letteratura. Peccato che quello sia il suo progetto, non il tuo.
L’editor sa anche suggerirti un uso diverso del lessico, della punteggiatura, dei corsivi e delle virgolette, costella il tuo file di commenti, punti interrogativi ed esclamativi, cancella (nel senso etimologico della parola, usando la funzione “barrato” per applicare una riga orizzontale sulle parole su cui hai sudato e pianto) intere frasi, ne evidenzia altre in rosso o in giallo fosforescente. Quando uscirà dalle sue mani, il romanzo sarà pronto per la stampa, e sarà tutta un’altra cosa rispetto a quella che avevi scritto tu.




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