By Franco Bonvini

Sai quando apri il gas, al semaforo
che una così non l’hai mai provata e vuoi proprio vedere fin dove arriva..
E lei risponde bene, schizza via veloce, cantando in sol
e nell’ eccitazione quasi quasi ti diventa duro.
Poi ti accorgi che hai oltrepassato la piazza
e quattro incroci che neanche hai visto
e il quasi si sgonfia.
O quando il vagoncino dell’ ottovolante arriva sulla cima, sparato da un cannone,
e resta fermo un attimo lunghissimo
mentre sul soffitto del tendone, nel buio, volteggiano pianeti e stelle
ma poi quell’attimo finisce e cadi
e l’ incanto svanisce, e anche l’ eccitazione.
Ma più ancora è quando le guardi il culo
ben fasciato nel suo abitino azzurro troppo corto
e mentre guardi si inchina a raccogliere qualcosa
e lei lo sa cosa succede quando si inchina
come lo sa che stai a guardare il rosso spuntare dall’ azzurro.
Ecco, lì sì che si fa duro davvero.
Senza quasi.
Non c’è moto o razzo che tenga.
Ma poi si alza e se ne va con quel qualcosa raccolto,
e con lei anche il senza quasi se ne va.

Una risposta a “Duro sogno”

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