
Jazz (Link blog Marcello)
Le labbra dell’uomo dagli occhi grigio-cielo
poggiate sul bocchino della tromba
come ance eccitate,
le guance
come ortensie gonfie d’aria,
gli occhi socchiusi al ritmo che inebria
come il battito lieve della pioggia
sull’asfalto dei viali illuminati
dai lampi d’insegne pubblicitarie.
Nell’oscurità leggendaria
tutti ascoltano e bevono
il languido succo della musica.
Le note raccontano – una, la più lunga e dolce –
sotto un cielo limpido di una notte stellata
una storia finita e lacrime lente
versate dalla coppa dell’anima
sulle mani dell’amante dimenticato.
La donna nel lungo abito bianco
distesa tra le braccia dei sogni
come una rosa caduta
sulle lenzuola nere di nuvole
tiene in mano la coppa
la porge all’uomo che stringe la tromba
gli sorride con occhi socchiusi.
Pensieri che scivolano tra le dita
e pigiano i tasti morbidi
come la carne delle gambe di lei
le labbra dell’uomo sui seni.
La sua bocca rossa di vino chiede
d’essere amata
mentre le ultime note le mordono il cuore.
Tutti ascoltano ebri
del languido succo della memoria.




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