By Luisa Zambrotta

Ancheggiava felice lanciata e poi ripresa tra le braccia di lui. Quando i corpi si univano, sentiva il suo cuore battere veloce contro quello di lui. Comunicava con lei, come le parlavano le mani con quel loro linguaggio che richiedeva solo di essere assecondato
Goccioline di sudore gli brillavano sulla fronte: anche lei sapeva di essere ormai madida. Ma non poteva smettere, non voleva smettere fino a quando la musica non fosse ammutolita. Erano di una sensualità ossessionante, quei pezzi, una sensualità che la trivellava penetrandola dalle orecchie e da tutti i pori e arrivando al cuore e al cervello. Ormai era solo una farfalla volteggiante.
Poi sarebbero tornati a sedersi, avrebbero bevuto una bibita rinfrescante, e poi ancora sulla pista a sfinirsi in quell’emozionante piacere.
E anche la notte avrebbe continuato a udire quella musica, le sarebbe ancora parso di ballare la lambada, con la coscia di lui agganciata alle sue a dettare un ritmo che lei avrebbe saputo di nuovo assecondare.

Una risposta a “#Microstoria/Flash Fiction: La danza”

  1. Grazie di cuore, Juan💙💙💙

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