By Marisa Salabelle
Se lo sentiva, la scrittrice, che la presentazione del suo ultimo libro in quella località balneare non sarebbe andata a buon fine. Aveva come un presentimento. C’era già stata due volte: la prima, era stato un discreto successo, ma la seconda volta non si era fatto vivo nessuno, nemmeno per sbaglio. Pesati pro e contro, aveva deciso di dare un’altra chance alla gentile libraia e aveva fissato l’appuntamento, trovato una relatrice, percorso i circa 80 chilometri che separavano la sua città dalla costa. Arrivò a destinazione che mancavano dieci minuti all’inizio dell’evento. La piccola libreria era allestita in modo impeccabile: i suoi libri in vetrina, i suoi libri su un tavolinetto circondato da due poltroncine, le sedie per il pubblico, i fiori. Non mancava niente. Anzi, ad esser sinceri qualcosa mancava: il pubblico. All’interno del negozio la libraia non c’era: una ragazza magrissima la sostituiva.
«Maria Rosa non è potuta venire, si è presa il covid!»
«Oh, cavolo! Mi dispiace…»
«Farò io gli onori di casa.» La ragazza magra sospirò. «Speriamo che venga qualcuno…»
La scrittrice aveva già sentito questa frase dalla bocca di librai e libraie che aveva conosciuto nelle sue molte trasferte e sapeva che significava una cosa sola: temo che non si presenterà nessuno.
«Non avete fatto un po’ di pubblicità?»
«Certo, certo… ma fa caldo, e la gente vuole andare a casa… ci sarebbe il gruppo di lettura, ma senza Maria Rosa…»
La scrittrice era abituata a simili contrattempi e aveva la pelle abbastanza dura. Si sedette su una delle poltroncine e si mise a chiacchierare con la relatrice. Dopo una quarantina di minuti autrice e relatrice decisero di considerare chiusa la faccenda e stavano per sgombrare il campo quando una ragazza bionda coi capelli bagnati arrivò di corsa.
«Scusate… scusate il ritardo… sono venuta per la presentazione… faccio ancora in tempo?»
«Certamente!», disse la scrittrice. «Avrà una presentazione personalizzata.»
Si sedettero intorno al tavolino, autrice, relatrice e pubblico, e chiacchierarono amabilmente per una mezz’oretta. Alla fine la ragazza bionda comprò il libro. La scrittrice fu contenta: non aveva buttato via la sua giornata.
Lo so, potevamo stupirvi con effetti speciali. Potevano arrivare non una, ma dieci, venti ragazze coi capelli bagnati e la sabbia tra le dita dei piedi. Potevano comprare non una, ma tre copie ciascuna, per regalarle ai loro amici e fidanzati; potevano chiedere alla scrittrice se per caso non avesse portato anche qualche copia dei suoi altri romanzi: le aveva portate.
«Ma sendo l’intento mio scrivere cosa utile a chi la intende, mi è parso più conveniente andare drieto alla verità effettuale della cosa, che alla imaginazione di essa.»




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