By Luisa Zambrotta

La goletta fantasma che appare alla secca/1

La poesia di Tennyson dal titolo “Crossing the Bar/Oltre la secca” (qui) parlava di un banco di sabbia, e uno dei più famigerati banchi di sabbia è Goodwin Sands, una serie di secche all’ingresso dello Stretto di Dover dal Mare del Nord, al largo della costa del Kent.
E’ uno dei passaggi più pericolosi della Manica, spesso teatro di naufragi, nonostante la presenza di luci e campanelli, e, nonostante il suo nome significhi “buon amico”, Goodwin Sands è il cimitero di tante navi.
Più di 2.000 navi sono affondate in quelle acque inquietanti e 50.000 persone vi hanno perso la vita.

Goodwin Sands viene menzionato ne “Il Mercante di Venezia” di Shakespeare da uno dei personaggi, Salerio, quando dice che una delle navi di Antonio, secondo le voci, è “naufragata col suo ricco carico nella Manica; Goodwins, credo, si chiama il punto, un bassofondo assai pericoloso, e fatale, dove sono sepolte le carcasse di molte navi”.

Questo specchio d’acqua è teatro di una manifestazione raccapricciante, la nave fantasma “Lady Lovibond”.

La leggenda narra che la nave fosse diretta a Oporto, in Portogallo, con un carico di farina, carne, vino e oro.
Era il 13 febbraio 1748 e la goletta a tre alberi lasciò il porto navigando lungo il fiume Tamigi vicino al Kent, in Inghilterra, con la destinazione finale di Oporto,
il capitano si era appena sposato e festeggiava l’occasione portando con sé la novella sposa, offrendole quella crociera come un viaggio di nozze, senza tener conto della vecchia superstizione secondo la quale portare una donna a bordo portava sfortuna.
Il primo ufficiale, che era stato il testimone di nozze del capitano, era anche lui innamorato della bella sposa.
Mentre il capitano, sua moglie e i loro ospiti stavano celebrando sottocoperta, il primo ufficiale, acciecato dalla gelosia, fu colto da un impeto di rabbia. Proprio mentre la nave stava passando per Goodwin Sands uccise il timoniere, si impossessò del timone e diresse la nave sulle perfide secche, distruggendo la nave e causando la morte di tutti.

La goletta fantasma che appare alla secca/2

Il 13 febbraio 1748 la leggendaria goletta a tre alberi “Lady Lovibond” fece naufragio alle secche di Goodwin Sands, al largo della costa del Kent, nel sud-est dell’Inghilterra. (qui)

Esattamente cinquant’anni dopo, il 13 febbraio 1798, il capitano della nave “Edenbridge” registrò nel suo diario di bordo di essere quasi entrato in collisione con una goletta a tre alberi e riferì anche di aver udito i rumori di una festa provenire dalla nave mentre si disfaceva. Lo scontro fu evitato per pochi metri, ma la cosa che terrorizzò l’uomo fu che la nave pochi secondi dopo diventò evanescente e sparì nel nulla. La sua testimonianza fu confermata anche da un peschereccio che era in quel momento nella zona. Fu inviata subito una squadra di soccorso ma non riuscì a trovare alcun segno della nave o dei suoi passeggeri.

Passarono altri cinquant’anni e di nuovo il 13 febbraio 1848 l‘equipaggio di un peschereccio dovette saltare in acqua per evitare di scontrarsi con una nave. Il suo aspetto era così convincente che furono inviate da Deal scialuppe di salvataggio per salvare i sopravvissuti, ma quando arrivarono non trovarono alcun segno di incidente, solo il peschereccio che si era arenato lì.

Lo stesso accadde nel 1898 quando la gente del posto vide una goletta a tre alberi circondata da una luce biancastra mentre entrava nella secca. Anche questa volta, non fu trovata alcuna prova di relitto.

L ‘ultimo rapporto fu depositato il 13 febbraio 1948 dal capitano Bull Prestwick, che affermò di aver visto avvicinarsi una vera nave e non una nave fantasma, ma immersa in uno strano e brillante bagliore verde. Quella volta non vi fu alcun impatto e la nave con tre alberi semplicemente passò nei pressi delle Goodwin Sands e sparì poco dopo.

I racconti popolari della nave fantasma che riappare ogni cinquant’anni hanno creato così tanta attenzione che molti curiosi sono andati alla secca nel 1998 per intravedere la nave leggendaria, ma sono rimasti tutti delusi quando nessuna nave è apparsa.

Image: Ivan Konstantinovich Aivazovsky – Storm (1872)

Una risposta a “La goletta fantasma che appare alla secca/1”

  1. Affascinante, come quasi tutte le storie di imbarcazioni e mare 🌹 buongiorno

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