
Ancora una volta guardo l'Uomo e vedo un ammasso enorme che brulica di una poltiglia d’individui d'ogni sesso e di ogni categoria numerosi come l'intera umanità. Giudici, operai, commercianti, ragionieri, dirigenti, politici, poeti, preti dotati di cervello, lo pongono in silenzio ai piedi dei costruttori di consenso, dei fini manipolatori, degl’ingegneri del sociale. Con in mano desideri astratti di libertà e di pace, avanzano, invocano giustizia e guerra. I costruttori sorridono perfidamente in loro nome, difendono la libertà e la pace si dicono rappresentanti dell'intera umanità, fanno di questi poveri strumenti i loro tirapiedi. Restano invisibili, quasi come mignoli dell’enorme ammasso, i poveri, i perseguitati, i solitari che alzano la voce e il dito, inascoltati come bambini capricciosi, adolescenti senza ideali, ragazzi da correggere e punire, vecchi a cui chiudere occhi e bocca. Questa poltiglia mi costringe a credere il vuoto come nocciolo d’ogni ideale. 30/09/2020




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