Pasolini profeta

Inizio il mio pensiero a Pasolini da una considerazione dimenticata dalla maggi-oranza degli artisti del nostro tempo.

Ogni autore che non limiti la propria attività a soddisfare il proprio bisogno estetico né tanto più a essere presente sul mercato, ma voglia offrire la propria arte attraverso il proprio pensiero, deve assumere il ruolo di coscienza critica nei confronti della società del suo tempo e non deve quindi dimenticare, nel “produrre arte”, la condizione umana nella società in cui vive.

Volendo usare un termine che richiama immagini del passato, posso affermare che ogni autore deve essere “profeta”. Non nel senso di prevedere il futuro proiettando il presente ma, attraverso l’analisi di quest’ultimo, immaginare il suo evolversi e le sue conseguenze.

In questo senso Pasolini fu “profeta”.

Cosa manca a Pasolini per essere assimilato a quel “profeta” Cristo da lui amato pur se con infinti tormenti e dubbi?

Egli è stato, come Cristo vittima di complotti della classe dirigente, accusato di scandali, castigatore del sacerdoti del tempio, predicatore agli umili e ai poveri, che ancor oggi appartengono al sottoproletariato – quello da noi dimenticato avendone cancellato la categoria.

Cosa manca a Pasolini per essere come quel “profeta”?

Forse con bonaria ironia possiamo affermare che ciò che lo differenzia da Cristo è l’essere vissuto più a lungo, con la conseguenza di essere stato oggetto di un maggior numero di condanne per presunte offese alla religione di Stato e al comune senso del pudore.

Con gli strumenti concessi dalla cultura filosofica e letteraria del tempo, Pasolini ha saputo comprendere, e comunicare ai suoi contemporanei, il molteplice e complesso intreccio delle dinamiche sociali, politiche e economiche.

Egli ha avvertito fortemente l’esigenza di rinnovare e completare, intrecciando idealismo e materialismo, il suo sguardo sulla società, con argomenti che siano insieme sociologici e antropologici, attraverso gli strumenti della linguistica e della semiologia (quale l’arte cinematografica).

Egli vide, davanti ai suoi occhi, il “terzo mondo” (in cui ancora vive quella grandissima parte di umanità costretta alla fame dall’egoistico e irrazionale “sviluppo” con il quale oggi conviviamo) ma lo vide in quel “sotto casa” di allora, cioè nel sottoproletariato urbano delle borgate romane e tra i braccianti agricoli del meridione italiano.

Sia nelle borgate romane sia al Sud d’Italia, adesso non è più così, ma la violenza del capitalismo, che si è trasformata da brutale in subdola brutalità, continua a privare l’individuo della libertà di scelta e spesso della libertà tout court.

Con termine più moderno si può affermare che Pasolini ha svolto un ruolo di “ipercritico” di quelle fasce della società che dispongono del potere.

La sua “profezia” espressa con simboli tratti dal suo tempo, ed incarnata con simboli della classicità, si è attuata perdendo nel contempo la sua essenza profetica.

Adesso infatti, l’individuo non appartiene più a questa o a quell’altra categoria e non è neppure una persona, ma più genericamente e spietatamente è considerata una risorsa umana includendo il concetto di utilizzo e di sfruttamento addolcito e camuffato da quell’aggettivo “umano”, che non trova riscontro nelle dinamiche economiche dell’industria odierna.

Oggi peraltro l’individuo si sente libero quando avverte di appartenere alla massa, di non pensare diversamente, di seguire questo o quello stile di vita.

E questo certamente è troppo anche per un profeta.

Roma, 21/11/2022

3 risposte a “Pasolini -Two by Marcello Comitini”

  1. Reblogueó esto en marcellocomitiniy comentado:
    Un mio breve pensiero su Pasolini scritto su sollecito di Juan re Crivello, che l’ha pubblicato su Masticadores Italia

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  2. Great article, Marcello! I love the truth expressed in the next paragraphs: “Adesso infatti, l’individuo non appartiene più a questa o a quell’altra categoria e non è neppure una persona, ma più genericamente e spietatamente è considerata una risorsa umana…/ Oggi peraltro l’individuo si sente libero quando avverte di appartenere alla massa, di non pensare diversamente, di seguire questo o quello stile di vita.”

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  3. Amazing photo with old memory of you.beautiful sharing❣️🙏❣️

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