La tua assenza è tenebra (Iperborea, 2022)

Fino a qualche anno fa non nutrivo particolare simpatia per i libri della casa editrice Iperborea. Mi irritava un po’ quel loro formato insolito, che giudicavo poco maneggevole, e avevo l’impressione che tutta l’attività editoriale si limitasse alla pubblicazione di raccolte di saghe e leggende nordiche e dei romanzi di Aarto Paasilinna, un autore che, sia pace all’anima sua, a me non ha mai detto nulla. Col tempo, però, ho imparato a conoscere meglio le opere pubblicate da questo editore, grazie soprattutto al blog Il mestiere di leggere, che ne ha recensite tante. Così, attratta anche dalle splendide copertine, nonostante il formato effettivamente poco maneggevole, ho avuto modo di conoscere Cees Nooteboom, Jón Kalman Stefánsson, Elisabeth Åsbrink e molti altri. In questo inizio d’anno mi ha fatto compagnia per una decina di giorni La tua assenza è tenebra, di Jón Kalman Stefánsson. È un tomo di circca 600 pagine e richiede una lettura non troppo veloce, in compenso ti assorbe e ti occupa a lungo la mente grazie all’intensità delle sue pagine.

Come altri libri di Stefánsson, narra la storia di una famiglia lungo più generazioni: in questo caso si tratta di una vicenda che parte dal XIX secolo per arrivare a oggi. Chi la racconta, anzi, chi la scrive come sotto un incantesimo è un uomo che un bel giorno si ritrova in una minuscola località in un fiordo dell’Islanda settentrionale senza sapere come ci è arrivato e cosa c’è venuto a fare: senza sapere nemmeno chi è. Sembrano saperlo benissimo, invece, alcune persone che lo incontrano e lo salutano con grande affetto, come un amico che è stato a lungo assente e che finalmente è tornato. Mentre aspetta il momento di recarsi a una festa, l’uomo, quasi spinto da una forza sconosciuta, in dialogo con uno strano individuo definito “fratello del demonio”, “conducente di autobus consacrato”, immaginario o reale, non si sa, scrive a getto continuo brani di una storia che come un puzzle si ricompone via via agli occhi del lettore: è la saga di una famiglia di contadini islandesi, caratterizzata da eventi e situazioni che si ripetono quasi uguali nelle diverse generazioni: amori travolgenti ai quali si è costretti a rinunciare, bambini abbandonati in tenera età, la morte di persone care. La vita, sembra dirci l’autore, è una giostra di amori persi e ritrovati, persone lasciate e mai dimenticate, sentimenti potenti che a volte è necessario reprimere, incomprensioni fatali e la Morte che come nella famosa filastrocca regna su tutto.  E tuttavia non è un libro triste, grazie anche alla musica che accompagna ogni momento: per una volta, il fatto che il libro abbia una sua playlist non mi ha disturbata.

2 risposte a “La tua assenza è tenebra Recensione di Marisa Salabelle”

  1. Che onore averti ispirata…. come sai, io bazzico la letteratura nordica, non solo in casa Iperborea; Stefansson è un autore che mi piace molto.

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