Dopo aver ammirato “l’ange au sourire” della cattedrale di Reims, sono stata fortunata e ho appena visto un altro angelo sorridente. Si trova in una delle sale della Certosa di Padula, o di San Lorenzo, nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno: un complesso monumentale barocco la cui costruzione iniziò nel 1306.
È la più grande certosa d’Italia e tra le maggiori in Europa, seconda solo a quella di Grenoble, in Francia (il nome di certosa deriva dal francese “Chartreuse”, una montagna nei pressi di Grenoble).
La pianta del monastero è a forma di graticola, strumento sul quale san Lorenzo fu arso vivo e riflette l’organizzazione della vita religiosa dell’ordine certosino che predica il lavoro e la contemplazione: la “casa bassa” con i luoghi di lavoro, e la “casa alta” che racchiude gli spazi riservati alla vita comunitaria dei monaci e gli ambienti di clausura raccolti intorno a uno dei chiostri più grandi del mondo.
L’Angelo non è né antico né famoso come quello francese, ma ha un delizioso sorriso dolcissimo.

Interessante è anche la scala elicoidale che conduce alla biblioteca, in pietra, di autore ignoto, risalente alla metà dei XV sec.





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