Della madre si vorrebbero
i ricordi, strade ignote,
il lavoro, innamorarsi,
la patente, la nuca, la bimba
sfollata.
C’è stato, di sera, un lungo
minuto, deflagrante; braccia,
strette, labbra dure, terapia.
Lei ringhiava forza, assente,
richiami, fantasmi , demoni
bambini assiepati sui vetri;
e invece del sorriso, un rigo
ostile.
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