“Sta’ ferma! Non muoverti!” ringhiava.
E lei restava immobile sotto di lui.
Il cuore le urlava in petto, ma lei restava immobile e silenziosa.
Sarebbe finito in fretta, lo sapeva, non più di una manciata di secondi, eppure la ferita diventava sempre più profonda e dolorosa. Entrava nella sua carne proprio come faceva lui, senza il suo consenso.
“Vedi che cosa mi fai fare? Guarda come sei diventata frigida! Vergognati!”
E lei gli credeva. Era convinta di esserlo diventata… e se ne vergognava.
Cosa avrebbe dato per un istante di piacere. Non sempre… le sarebbe bastato qualche volta, anche solo una volta all’anno…
Ormai anche i ricordi delle estasi passate si erano sbiaditi Non ricordava più bene quali fossero le emozioni che venivano scatenate. Ma sapeva che una volta, in una vita passata, erano state sensazioni travolgenti.
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Ha dovuto lasciare che lui se ne andasse per scoprire che lei non aveva colpa. Ha dovuto entrare in un’altra vita per capire che non era diventata frigida.
Eppure, a causa della sua memoria selettiva, continua a dimenticare quella sopraffazione: la sta ricordando solo oggi, giorno in cui tutti parlano di violenza





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