Neppure io
– nel lucore al mercurio del mattino –
tra l’aroma del caffè
dopo la tempesta del sesso /
Neppure io tra i suoni liquidi
della sottoveste
che fruscia tra le mie nude gambe…
Neppure io che ho un dolciastro ribrezzo
degli ipocriti di gesso
dei falsi sorrisi
delle maniere manierate
nel disagio di silenzio.
Neppure io
e neppure tu:
che appari come icona di Morgana
– così indefinito e lontano –
così non consumato,
dai piccoli gesti di stoviglie
senza sguardo danzante.
Nulla é come appare
tra le ciglia di seta
dei rami fioriti di ghiaccio
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