Ho un pezzo di carne tra i denti
Ci passo la lingua da più o meno
Due ore e certe cose poi diventano
Una sfida che vuoi vincere anche
A costo di slogarti una mascella 
Quel sapore di poco che è rimasto
Della tua lingua morbida nella mia
Bocca desertica e giorno dopo
Giorno del tuo profumo resta poco
Di vaniglia su qualche mia camicia
Svanisce ne ho chiusa una
In un cassetto e non lo apro
E non la metto più ne faccio
Giusto un tiro ogni tanto
Come un fottuto tossico
Come quando bigiavo scuola
E vedevo gli altri andare alla
Sala giochi con tutta sicumera
Io mi sedevo su una panchina
Accanto al barbone che ancora
Dormiva
Le vene dei polsi gonfie
Come il lago grigio di Payne
Mezz’ombra il cielo addormentato
Sopra
Come se amassi adesso
Con tutto il fuoco del mondo
Un kamikaze con esperienza pregressa
Nel ruolo
Come se amassi ancora
Con un senso di sciocca vendetta
Per quello che ho
Perso
E non so nemmeno
Cosa.

10 risposte a “Post-Cit. Raptus by Simon James Terzo”

  1. […] Post-Cit. Raptus by Simon James Terzo […]

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  2. E si…. ci sono molte cose che ci danno sempre fastidio, magari piccole, insignificanti, apparentemente marginali, eppure sono le più noiose. Poi, come dici non sapremo mai quanto abbiamo perso nella vita, e ci rimarrà sempre il dubbio.

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    1. I dubbi dei “ieri”, i dubbi dei “domani”, i fastidi e le noie dell’oggi sono un po’ raptus, almeno così li vivi, e comunque hanno il loro fascino, quando compreso anche un senso. Grazie per le tue parole Antonio 🙏🏻

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  3. e ci sono situazioni invece che finiscono e non si ha neanche il senso di ‘cosa’ e ‘come’.

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    1. È dannatamente vero Marina. Alle volte penso, come in questo momento; alcune cose iniziano come una risposta a non si sa bene a quale domanda…e finiscono non si sa bene con quale risposta ma con una semplice, eppur “irrispondibile” domanda.

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  4. L’amore è proprio un duello, quando è amore

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    1. Per ovvio, sono pienamente d’accordo. Se non brucia e duella è altro, non dico brutto, non dico bello, dico solo altro. Incapace di viverlo, sentirlo, non per preconcetto e non come vanto, forse persino con un velo di rammarico, ma questo è quanto.
      Ciao Eletta, grazie…

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      1. Solo chi ha amato e duellato può capire… Altro che quel miele che ci fanno credere.

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