È Carnevale e per le associazioni mentali ricorderemo la famosa frase: “come puttane in Quaresima”. Devo confessare che non mi ero fermato davanti al significato, l’ho sempre anteposto alla mancanza o alla scarsità. Forse la fine delle baldorie pagane mi ha posto davanti all’addio al sesso o alla lussuria. Sia per l’uno che per l’altro, dobbiamo convenire che per la tradizione in cui viviamo, “l’astinenza (in ebraico anneh, hissamor; in greco ἐγκράτεια; in latino abstinentia) è una rinuncia volontaria a soddisfare un desiderio o un appetito per determinate attività corporee che sono ampiamente vissuti come piacevoli. Generalmente il termine si riferisce alla rinuncia ai rapporti sessuali, all’alcool o al cibo. (Fonte Wickipedia)
Detto questo, nella società in cui viviamo, costruita sull’immaginazione dei desideri, è difficile parlare di rinuncia. Non bisogna per questo invocare il territorio intimo della sensualità, quanto piuttosto l’assalto al frigorifero nelle tarde ore della notte, per mangiare un bicchiere di yogurt o…
È un territorio immenso che si è costruito a partire dagli anni ’50, nella spiritualità semplice del Sapiens. Niente è lasciato fuori da questa tirannia. I metri del sapore, convertiti in pubblicità di glutei o di comode rotondità, o ultimamente i muscoli apollinei dell’adone di turno sono lì -tranne se possibile la nonna greca che ci rimprovera dalla Grecia-, in attesa di un mondo che ci regalerà fornire soddisfazione mentale.
E dove sono state le puttane durante la Quaresima? Solo, molto solo. L’individuo moderno, per confortare il suo ego, ha trovato una misura ostinata: la soddisfazione nella solitudine.
È in questo terreno abbandonato, in questa virtuale isola di pane e cipolle, che nasce l’insoddisfazione. L’adrenalina della competizione per una fetta di torta o un tiramisù ti manda in strada alla ricerca della tua dose e appare sempre più evidente la mancata corrispondenza tra il mondo della pubblicità e la realtà. I sogni sono stati travolti.
Cosa ci resta? Orpelli e sermoni? È una soluzione impraticabile. Umanesimo di sinistra? La fossa di Stalin o di Chávez non basta.
Solo un riequilibrio personale, effimero, lento, solitario. Non ci sono ricette. Il tiramisù alla fine (se consumato da solo) produce una certa ansia.
Nota: j re crivello en carnevale
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