Recensire una raccolta di racconti è più difficile che recensire un romanzo: le storie sono diverse, i personaggi numerosi, manca una vicenda centrale che unifichi, perciò è necessario cercare di cogliere altri elementi: uno spirito comune ai diversi testi antologizzati, delle tematiche ricorrenti, uno stile. Nel caso della raccolta Fuori di strada di Stefano Moscatelli (Il ramo e la foglia, 2024) possiamo soffermarci innanzitutto sul titolo: i protagonisti dei racconti sono infatti personaggi che si trovano a un bivio, a una svolta, o addirittura alla tentazione di uscire da una strada che sembrava o era tracciata, e questa è senza dubbio una chiave interpretativa importante; se poi al titolo aggiungiamo il sottotitolo, “Storie di circostanze e casualità”, vediamo come il caso venga assunto quale elemento motore delle storie narrate. Ci illumina, infine, l’incipit tolstoiano del primo racconto, Aspettami. “Tutte le storie normali si assomigliano; ogni storia straordinaria è straordinaria a modo suo”. Ecco quindi che abbiamo dei criteri che ci permettono di indagare il senso di questi racconti, belli e originali, in qualche modo spiazzanti.

Nel già citato racconto di apertura, Aspettami, il protagonista, reduce da una relazione importante che è riuscito a mandare in malora a causa di una non ben chiara “inquietudine”, prova un’attrazione inspiegabile verso una vecchia casa abbandonata e si trova coinvolto in una vicenda che riguarda un’anziana donna e il fidanzato di un tempo, che non è mai tornato dalla guerra: un uomo nel quale il protagonista si immedesima fino a perdere la propria identità.

Un bambino partorito in un prato e allevato dai pastori, un essere semiselvaggio che nello stesso piano in cui è nato troverà morte violenta; un ragazzo cresciuto in orfanotrofio, che neanche l’affetto della madre adottiva riesce a sbloccare e che cerca maldestramente la sua strada inventandosi un amore con una ragazza che non conosce se non da frammenti di carta che trova nella spazzatura; una donna dagli occhi tristi; due fratelli che vivono insieme e che svolgono lavori affini e opposti allo stesso tempo; un marito che cerca di assecondare il desiderio di maternità della moglie senza esserne in realtà convinto: sono questi e altri i protagonisti stralunati dei racconti di Moscatelli, tutti “fuori di strada”, o perché si trovano in un momento cruciale della loro vita, o perché in realtà dentro quella strada non ci sono mai veramente stati.

Resta da dire qualcosa sullo stile dell’autore: una scrittura elegante, classica, raffinata senza perdere leggibilità, attenta ai dettagli. Un esordio indubbiamente pregevole, questo, per un autore non giovanissimo, un medico che, come tanti suoi colleghi illustri, ha attinto dalla sua esperienza il materiale con cui costruire le sue storie.

Una risposta a “Fuori di strada, di Stefano Moscatelli (Il ramo e la foglia, 2024) Recensione di Marisa Salabelle”

  1. […] Fuori di strada, di Stefano Moscatelli (Il ramo e la foglia, 2024) Recensione di Marisa Salabel… […]

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a marisa salabelle Cancella risposta

arcipelago di cultura

Scopri di più da MasticadoresItalia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere