L’avevamo in pugno, la dismisura
quando si aprivano le braccia e si diceva grande così
e grande così era incalcolabile.
Poi ci hanno dato un metro, insegnato a usarlo
e a calcolare la distanza tra le mani
e con le mani ci copriamo seni e inguini
per non farseli misurare
sono grandi? Piccoli?
glabro o folto di lupa?
e misuriamo le pose del corpo tra coste e oscene.
Ma è rimasta sottopelle, la dismisura
——lei ha la pelle fine e si vede——
e vorremmo sempre una smisurata dismisura grande così
——lei ha pose smisurate——
e grande così è ancora incalcolabile
giorni e anni in due braccia aperte
o in un indice e un pollice che si sfiorano.


[ BlogLink : Non Di Questo Mondo ]

[ Immagine in evidenza : Photography by Bobby Becker ]

3 risposte a “Franco Bonvini – Smisurata dismisura”

  1. Sì, l’eterno conflitto tra il desiderio di libertà e di infinito e i limiti imposti dalla misurazione e dal giudizio. L’arte possiede la libertà di distinguere: Come nel racconto “MITLEID MIT PERSPEKTIVE
    o Le vedute di un albero”, di Erich Kästner.

    Piace a 2 people

Scrivi una risposta a Simon James Terzo Cancella risposta

arcipelago di cultura

Scopri di più da MasticadoresItalia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere