Sono fortunata perché mentre non ci sei
davanti al mio sguardo c’è un palazzo alto sei piani,
e una grande finestra
su cui scorrono veloci i volti ingrossati di nuvole
soffiate via dal vento.
Rimane sempre qualche immagine a riempire il vuoto.
Un vuoto in cui non esiste assenza
Un’assenza in cui non esiste vuoto.
Quindi,
anche se non ci sei
anche se è una giornata di vento
c’è sempre qualcosa a riempire il mio sguardo
perché
non sapevo che
separare è congiungere*
spargere all’aria è racchiudere nel pugno*
trattenere è dividere*
e
“il fermarsi è correre
ancora
di più”.*
*ispirati da versi liberamente tratti da Ancestrale, di Goliarda Sapienza
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