Capo Negro sei tu.

Eri tu.

Il mare è stato risucchiato dalla terra.

Dovrò imparare, di nuovo, a vivere

senzamare.


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3 risposte a “Francesca Di Rosa – A mio padre”

  1. I primi versi sono di indubbio effetto: non sono però certa di aver colto tutte le sfumature. Capo Negro è, mi pare chiaro e banale allo stesso tempo, un toponimo della località balneare, vero? Suona così esotico… come se, con la frattura che si sottende, anche l’esotismo fosse bloccato e azzerato. E perché accade ‘ di nuovo’, questo fatto unico nella sua aridità, vivere senzamare ( bellissimo koan, che fonde nel finale tutte le conseguenze emotive).

    Uno sfoggio di tecnica, ma non solo.

    Silvia G.

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    1. Avatar francescadirosa
      francescadirosa

      Questo commento mi insegna qualcosa. Grazie.

      Il micro racconto è estratto da una serie di narrazioni sulla figura del padre che puoi trovare sul mio blog. Faccio gran tesoro delle tue osservazioni

      Piace a 1 persona

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