Nei suoi occhi vedevo il mondo 
sospeso nell’azzurrità del cielo
nascere trasformarsi e marcire
tra le braccia della morte. Eppure 
erano vivi di acque 
che le brillavano tra le palpebre
stelle accese all’improvviso 
nel cielo grigio dell’esistenza. 
Era lei. 
Camminava sul filo teso 
tra il mio dolore e la coscienza
trattenendo in equilibrio tra le mani 
la lunga asta flessibile al vento
alle oscillazioni del cuore, agli urti 
furiosi della vita 
che sradica alberi fa crollare i macigni
lungo i pendii dell’inconscio. 
Era lei. 
Sorrideva nel vuoto, alta sul baratro 
delle mie paure. 
La sua veste lieve come l’aria 
la velava e svelava 
la nudità della sua bellezza. 
I piedi avanzavano uno dietro l’altro
bianchi come cigni muti. 
Sul fondo della valle 
accanto agli argini di un fiume 
che scorreva inesorabile 
alzavo gli occhi alla sua figura 
esile come una nuvola illuminata dal sole. 
Da dove tanta felicità?
 

By Marcello Comitini (link Blog)

3 risposte a “La funambola by Marcelo Comitini”

  1. Grazie infinite per la condivisione diffusione delle mie poesie 🙏🙏

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  2. Reblogueó esto en marcellocomitiniy comentado:
    Su Masticadores, la mia poesia”La funambola”. Ringrazio Juan per la sua gentilezza.

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