La gravità piega le spalle.
Una lastra di giorni.

Sotto, qualcosa spinge.
Il punto in cui la pietra
si ricorda di essere sabbia.

La vita che ho
è la lastra.
Quella che sento
è il peso che preme sotto.

E resto qui,
tra la pietra e il vento,
le dita tese
verso ciò che non vedo.

Una risposta a “Faglia by Antonio Ovidi”

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