➡️ prima parte

… L’uomo arrestò il destriero a pochi passi da lei, la fissò intensamente e domandò:

«Perché piangi?»

Alianore sapeva che quel luogo era pericoloso e che parlare con uno sconosciuto lo era ancor di più. Tuttavia la voce dell’uomo possedeva una dolcezza irresistibile. Gli rispose. E, incapace di trattenersi, lasciò sgorgare tutta la sua disperazione: le parole uscivano dalle labbra come ruscelli che scendono dalle montagne per gettarsi nel lago profondo.

Non si accorse neppure che l’uomo era smontato da cavallo e si era seduto accanto a lei sull’erba. Ora parlava lui, ma Alianore non ascoltava il significato delle parole: era il suono a incantarla, una melodia lenta, come se provenisse da molto lontano — o da molto tempo prima — capace di lenire lentamente le ferite dell’anima.

Come un serpente ammaliato dal flauto, si abbandonò, dimentica di tutto — del luogo proibito, del tempo che scorreva, del tradimento di Logan.

Quando se ne rese conto, il tramonto accarezzava già le montagne, e il loro riflesso ramato dipingeva nelle acque scure un mondo nuovamente magico. Una serenità inattesa la pervase, simile al sollievo di chi finalmente torna a casa dopo aver vagato troppo a lungo.

Lo sconosciuto aveva capelli corvini e occhi ardenti; le sue labbra si muovevano in parole che le sembravano un richiamo d’amore, simile al canto degli uccelli delle Highlands in primavera.

«Perché sei così bagnato?» chiese, sfiorando il mantello nero che lui si era tolto.

«Il cavallo è inciampato e mi ha fatto cadere vicino all’acqua.»

Volle credergli. Quella voce la avvolgeva e la cullava. La foresta tornò a risuonare, più melodiosa che mai, come una sinfonia segreta.

Il tempo parve dilatarsi, sospeso in un attimo d’eternità.

Quando l’uomo posò il capo sul suo grembo, non si ritrasse. Il gesto le parve naturale, inevitabile.

Ogni timore svanì. Poteva davvero essere letale un luogo così incantato? Poteva quell’uomo affascinante essere il mostro, se aveva liberato il suo cuore dalla disperazione e lo aveva reso leggero come vento nel cielo di Scozia?

Gli passò le dita tra i lunghi capelli lucenti.

Stava per chiedergli perché fossero bagnati anche quelli. Ma non lo fece. Si chinò invece a baciarli.

Non le importava più della risposta. Decise di arrendersi all’essere misterioso. Non badò alle alghe che le si attaccarono alle labbra, né alle piccole scaglie incastrate tra i capelli, che ne accrescevano il luccichio.

E si consegnò completamente al brivido umido che la avvolse mentre lui la prendeva.

Il lago rimase immobile, custodendo il loro abbraccio come un segreto antico. Nessuno avrebbe udito il suo ultimo sospiro confondersi con il vento.

Oh, love is the crooked thing. (Oh, l’amore è una spira contorta!)
(Yeats)

fine

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