Quante volte ci siamo trovati bloccati di fronte a una decisione importante, in attesa di quel “momento di illuminazione” che ci dicesse con certezza assoluta quale strada intraprendere? È un’esperienza comune: crediamo che per agire serva prima di tutto capire ogni cosa, nei minimi dettagli.

Tuttavia il filosofo e cibernetico Heinz von Foerster ha ribaltato questa prospettiva

“Se desideri vedere, impara ad agire”

In un mondo che ci spinge continuamente ad analizzare, pianificare ed evitare qualsiasi margine di errore, la psicologia ci ricorda una verità fondamentale: la chiarezza non precede l’azione, la segue.

Nel linguaggio comune lo chiamiamo overthinking, ovvero la tendenza a ricanalizzare continuamente gli stessi pensieri, scenari e ipotetici fallimenti. Dal punto di vista cognitivo, quando proviamo ansia di fronte a un cambiamento, il nostro cervello cerca di proteggerci accumulando informazioni.

Siamo infatti convinti che continuando a pensare (e pensarci su), arrivi la soluzione e spesso, proprio il pensiero in attesa della soluzione, si fa sintomo più del sintomo stesso (il cosa nel e del pensiero).

In tal modo il malessere è dietro l’angolo, portando la persona a sperimentare:

  • Aumento dell’ansia: Più valutiamo opzioni astratte, più il cervello percepisce il rischio.
  • Perdita di contatto con la realtà: I pensieri diventano un circuito chiuso che si autoalimenta, staccato dai dati reali della situazione.
  • Sensazione di blocco: Più tempo passiamo nell’inattività, più l’azione futura ci sembra un ostacolo insormontabile.

Restare fermi a pensare non fa svanire la nebbia ma spesso, la alimenta.

La psicologia costruttivista evidenzia come la nostra percezione del mondo non sia una semplice ripresa passiva della realtà, ma una costruzione attiva. Noi non siamo spettatori che osservano la vita da un palco: siamo immersi nella scena.

Quando Von Foerster dice “impara ad agire per poter vedere”, sottointende due meccanismi psicologici profondi:

  • Il cambio di prospettiva geografica ed emotiva: Quando fai un passo — anche minimo — la tua posizione nel mondo cambia. Da quella nuova posizione vedi cose che prima erano letteralmente nascoste dalla tua vista originale.
  • Il feedback dell’esperienza: L’azione genera una risposta dall’ambiente. È solo ricevendo questo feedback concreto che il nostro sistema nervoso e la nostra mente possono integrare nuove informazioni reali, sostituendole alle mere supposizioni.

Come passare dalla teoria alla pratica: il micro-passo.

Accettare che l’azione debba precedere la piena comprensione può far paura. Non significa agire in modo sconsiderato, ma applicare la strategia dei micro-passi:

  • Riduci la portata dell’azione: Se devi cambiare carriera, non serve licenziarti domani. L’azione per “vedere” può essere fare una chiamata a chi svolge già quel lavoro o frequentare un corso introduttivo; documentarsi attivamente (magari recati nel posto stesso e valuta i feedback del tuo corpo in relazione a quello che forse sarà il nuovo ambiente che frequenterai).
  • Tratta l’azione come un esperimento: Togli il peso del “deve andare bene”. Considera l’azione come un test scientifico per raccogliere dati: “Faccio questa cosa per vedere cosa succede e come mi sento, non per risolvere tutta la mia vita oggi”.
  • Osserva le tue emozioni dopo aver agito: Spesso ci accorgiamo che la paura dell’azione era molto più grande dell’azione stessa.

Aspettare di avere il controllo totale prima di muoversi è un’illusione che ci tiene bloccati nella zona di comfort. La consapevolezza di sé e del mondo non si acquisisce nelle proprie stanze mentali, ma sul campo.

Se ti trovi in un momento di stallo, smetti di chiedere alla tua mente di darti risposte che può trovare solo il corpo in movimento. Fai un piccolo gesto oggi, osserva cosa succede e usa quel nuovo punto di vista per decidere il passo successivo.

Qual è quel piccolo passo che stai rimandando in attesa di “avere le idee più chiare”?

L’incertezza è lì per consentirti di evolvere!

Link:

https://www.youtube.com/watch?v=Fbpo8THEhTM

Dott.ssa Giuseppina Simona Di Maio,
Psicologa Clinica, Albo degli Psicologi della Campania n.9767
Esperta in Disagio giovanile, devianza sociale e comportamenti a rischio,
Esperta in malessere adolescenziale e adolescenza
Mediatrice clinica scuola-famiglia
Svolge attività di prevenzione, diagnosi e cura per la persona, i gruppi, gli organismi sociali e la comunità

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