
Ritrovate.
Imballate con cura
tra veline e sughero,
conchiglie raccolte
tra maree di vita,
scheletri da sabbie diverse,
intatte, tranne una,
le punte rinsecchite
della stella marina.
La bambina raccoglieva emozioni
le collezionava per il domani,
ora non più,
le vive senza salamoie
con genetica calma di mani
e retine pronte a ricevere
ciò che si estinguerà
quale meravigliosa impermanenza.
In una scatola di cartone
il superfluo necessario,
un ventaglio, un mini carillon
un po’ di bottoni fuori misura
il balsamo di tigre
una scatola di svedesi
steli d’incensi profumati
un po’ di vuoto di fortuna.
Daniela Cerrato
Questa poesia di Daniela mi ha riportato un flash back: da piccola, d’estate, in giardino mi perdevo tra le povere cose della mia scatola. Tutto nasceva dal nulla.



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