Classifiche, classifiche, classifiche. Una cosa è certa: i miei libri, nelle classifiche, non ci sono mai, e se ci sono, sono in novemilacentoquarataquattresima posizione. Ma come si stilano queste benedette classifiche? Sulla base dei libri più venduti, ovviamente. L’autore, o l’autrice, che vende poco di solito si consola dicendo che le grosse vendite sono per i libri mediocri: come al cinema, dove i film che sbancano i botteghini sono spesso di pessima qualità. Per contro, da qualche tempo alcuni soggetti propongono delle “classifiche di qualità”, che dovrebbero premiare opere meritevoli non molto valorizzate dalla catena distributiva, e al tempo stesso piccoli editori che non hanno la forza di promuovere i loro autori quanto vorrebbero. Sia La lettura che Robinson hanno le loro classifiche: quella della Lettura viene stilata a fine anno in base al giudizio di un certo numero di grandi lettori, mentre Robinson, oltre a organizzare tornei affidando il giudizio ai propri lettori, ogni settimana affianca alla classifica delle vendite una sua classifica i cui criteri, a dir vero, non sono del tutto chiari.
Anche la rivista L’indiscreto ha una sua “classifica di qualità” e la compila tre volte l’anno. Conta su 650 grandi lettori, molti dei quali sono associazioni culturali o librerie, ma ci sono anche lettori individuali, di cui gran parte sono a loro volta scrittori. Ogni quattro mesi ognuno dei 650 indica uno o più libri (narrativa, poesia, saggistica e fumetto) pubblicati in quell’arco temporale. L’ultima classifica dell’Indiscreto è uscita pochi giorni fa e riguardava le opere di autrici e autori italiani, pubblicate tra il 1 ottobre 2022 e il 31 gennaio 2023. Ci sono state delle polemiche perché diversi autori e autrici, come era prevedibile, non hanno trovato la propria opera in classifica, nemmeno all’ultimo posto parimerito con altre 253, e alcuni se ne sono lamentati. Nemmeno io ci sono, chiaramente, nonostante la mia Scrittrice obesa sia uscita il 21 ottobre, né mai ci sono stata con nessuno dei miei romanzi precedenti, sebbene io li consideri romanzi di buona qualità.
Ma come funziona la compilazione di queste classifiche? Il buon Vanni Santoni, che è l’ideatore di questa iniziativa, lo spiega: ci sono questi 650 lettori. Non esiste un “parco” opere cui attingere, ma ciascuno vota una o più opere (fino a tre, mi pare) che ha apprezzato e che ritiene meritevoli. Se un’opera non c’è, vuol dire che nessuno l’ha votata. Basta un solo voto per finire in classifica, anche all’ultimissimo posto parimerito con altri 354. Tutto qui. Il grande lettore, mi domando, quante opere ha letto tra quelle uscite nel periodo considerato? Quanti libri può leggere una persona in quattro mesi, ammesso che non lavori, non dorma, non mangi e non legga nient’altro che opere italiane appena pubblicate? Spesso succede che il grande lettore abbia letto un romanzo o due, in quel periodo, e segnali quello che gli è piaciuto di più. O può anche succedere che voti per un’opera che non ha letto ma di cui conosce e stima l’autore. Non è una malignità, la mia: so per certo che in alcuni casi è avvenuto questo e posso immaginare che succeda abbastanza spesso.
E gli scrittori che sono anche lettori? Nessuno di essi vota per sé, ci mancherebbe, ma se capita che uno di loro ha pubblicato un libro nell’arco di tempo considerato, potete star tranquilli che lo troverete ai primi posti della classifica.





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