Io ho visitato la Sagrada Familia, qualche anno fa, mentre la sua costruzione si avviava alla conclusione.
Ne fui stupito e indignato.
Che voleva dire tutto quello? Com’era possibile? Come mai la Sagrada Familia era unica, e non c’erano altre dieci, cento, mille chiese e basiliche del genere in giro per il mondo?
Perché non potevi entrare lì dentro senza percepire qualcosa di immensamente bello, potente, ricco di significato, e bello e potente proprio grazie a quel significato.

Com’è possibile che gli architetti non lo capiscano? Com’è possibile che vescovi e cardinali non lo capiscano e continuino a costruire e far costruire chiese che sembrano garage, sottoscala, capannoni industriali, sale assemblea dei soviet? Eppure non lo possono non vedere. Le facce di chi entra e le facce quando escono. C’è stato il romanico, c’è stato il gotico, c’è stato il barocco, ora che abbiamo?
Vi dirò che abbiamo: è un’idea che costruisce, è un amore, non è una tecnica. Lo diceva Gaudì, l’architetto che la Sagrada Familia l’ha pensata. E aveva ragione.
Il nostro guaio è che non amiamo. Non amiamo più, non amiamo abbastanza.
Non amiamo più Dio, e quindi non amiamo più gli uomini. Non amiamo Dio, e quindi non amiamo neanche la Sua creazione. Non amiamo Dio, e quindi pensiamo che un garage vada bene lo stesso, quando Lui ci ha dato l’Universo.

Guardatevi il filmato. Fate così, cominciate da metà, dal minuto 8.40 che ho preimpostato fino al fondo poi, con gli occhi e le orecchie piene, tornate dall’inizio per capire quello che il Papa dice.
Vi verrà voglia di amare, perché il bello è figlio della Verità, e genera gioia.

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