Non so quando, non so dove, non so come.
Stretto nella vecchia giacca, è sera è buio camminando fuori in strada, sotto una pioggia di spilli che segnano la faccia, insieme al vento, i lampioni, mi ritraggono mangrovia nell’ombra.
Tu sei a casa dentro qualche mia vecchia e tarmata maglietta, ti sta larga, ti sta sfatta, ti sta bene, non capisco come sia possibile, mi riparo sotto il tettuccio dello scivolo al parchetto, penso al caldo del tuo corpo nudo per non morire prima di riaverlo.
Questo è il posto d’un secolo, dell’eterno, pazzi senza fissa dimora, senza schiena ricurva, tradurre tutto in gioia senza la benché minima gioia.
Vorrei tirare questa sigaretta come fosse ancora la prima, questa birra come fosse ancora quella stessa prima, eppure il sapore è diverso, sembra averlo perso, un tempo i genitori sconsigliavano questo posto, non c’era più un bambino, nessuna famiglia, niente gente per bene, ed ora è libero, non c’è nessun bambino, nessuna famiglia, niente gente per bene.
Avrei potuto avere roba, non l’ho presa, avrei potuto fare affari, non li ho fatti, si aggirano ancora, alcuni ossa ed altri carne, hanno riavuto gusto, olfatto, non più fegato, non sento più le risa, le grida, i dialoghi sbronzi dell’ancora buia pesta mattina, eravamo vivi, volevano non farcelo credere, parlavamo alla morte, non volevo crederle.
Sono uscito per far niente, in mezzo al niente, tornerò a casa senza niente, fradicio, gelato, rammaricato. Mi farai sembrare un vincente, ti riesce bene, ma durerà solo un attimo, lo so, nel silenzio controluce di un capello che cade, mentre mi abbracci, mentre mi baci, mentre mi svesti e lasci scendere calda l’acqua nella vasca, poi andremo a dormire e forse mi sveglierò, forse no, d3vo decidere e ancora non lo so.
Nato, cresciuto, vissuto e morto in un solo giorno, ogni giorno per sempre, cercando spiriti dannati in splendidi silenzi.
Non so quando, non so dove, non so come.
So il perchè.






Scrivi una risposta a il barman del club Cancella risposta