Tutti abbiamo vissuto quel momento in cui ci lasciamo alle spalle la vita in una piccola città per trasferirci in una grande metropoli: ad esempio, dove vivo io, solo il 54% degli abitanti di Barcellona è nato lì. E quando ce ne andiamo, ci portiamo dietro piccole scatole di ricordi contenenti amici, vecchie zie o nonne, o persino passeggiate o gite in bicicletta. Questi vecchi ricordi del nostro passato ci guidano nella grande città. Li plasmano, li distillano e li autorizzano nelle nostre decisioni future.

Una parte – una percentuale, potremmo dire in termini moderni – riemerge come voci che moderano o stimolano nuove direzioni nella nostra vita. Celentano lo intuisce in questa canzone; noi annuiamo come civettuoli di fronte, ai diversi sentieri dell’anima.

Note:

Il ragazzo della via Gluck – Adriano Celentano

Questa è la storia di uno di noi,

anche lui nato per caso in via Gluck,

in una casa, fuori città,

gente tranquilla, che lavorava.

Là dove c’era l’erba ora c’è una città,

e quella casa in mezzo al verde ormai,

dove sarà?

3 risposte a “Il ragazzo de la via Gluck by J. Re Crivello”

  1. Io ho scelto di fare il contrario: infatti dalla città ora vivo in un alpeggio 🩵

    Piace a 1 persona

    1. Nel mio caso, si tratta di una città di 70.000 abitanti vicino alla spiaggia, e ci spostiamo ovunque a piedi.

      Piace a 1 persona

      1. 526 abitanti… 🏔️🌲🌲🌲

        Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a Eletta Senso Cancella risposta

arcipelago di cultura

Scopri di più da MasticadoresItalia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere